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SCUOLA/ Quei Colloqui che risvegliano la passione di Enrico ed Eleonora

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Si è conclusa sabato 26 febbraio la X edizione dei Colloqui Fiorentini  Si è conclusa sabato 26 febbraio la X edizione dei Colloqui Fiorentini

Cari prof,

 

Mi chiamo Eleonora e frequento il V liceo scientifico. Scrivo questa e-mail per ringraziarvi della grande possibilità che mi avete concesso. Ho iniziato a partecipare a questo evento tre anni fa, durante l'anno scolastico 2008-09, nel convegno dedicato a Dante.

 

Io ero reduce da un anno per me duro, anno che mi ha segnato a causa di una grandissima delusione scolastica e che spesso ancora oggi mi blocca: la bocciatura. Non sto qui a giustificarmi: io ho sbagliato; sicuramente, però, posso assicurarvi che il “rapporto” (se così può essere definito) con la mia ex professoressa di italiano e latino mi ha portato ad odiare la letteratura e qualsiasi cosa riguardante la materia, anzi se vogliamo puntualizzare mi ha portato ad odiare la scuola in generale e a farmi “dimenticare” un motivo buono per andarci. Mi diceva infatti senza mezzi termini che non ero in grado.

Il mio nuovo professore d’italiano mi propose i Colloqui Fiorentini come sfida: “Vediamo se veramente non sei in grado”... Pur restando molto orgogliosa anche di fronte ai miei insuccessi, mi sono nuovamente messa in gioco, ma pretendevo di affrontare questa sfida da sola, rischiando nuovamente un fallimento.

Partecipando alle ultime tre edizioni, grazie a voi sono riuscita a ritrovare la passione per lo studio, grazie a voi ho capito che di fronte a qualsiasi cosa, anche un autore di letteratura, bisogna mettersi in gioco senza porre limiti. Bisogna aprirsi al confronto con l’autore come se fossimo noi - io - di fronte a lui e lui di fronte a me, “faccia a faccia”, e tutto è collegato, non possiamo dividere tutto in compartimenti stagni, anzi dobbiamo sempre essere pronti a confrontare con noi stessi ciò che conosciamo e ad apprendere cose nuove che possono... “aprirci un mondo”!

 

Posso affermare che voi avete fatto “risorgere” la mia anima; avete ritrovato e portato fuori ciò che pensavo fosse perso per sempre. Non so per quale motivo questa esperienza sia stata concessa proprio a me, però ne sono e ne sarò sempre grata. In tre anni, o meglio in nove giorni, sono cresciuta più che in vent’anni di vita.



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