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SCUOLA/ 7 domande ai "pasdaran" della scuola pubblica (in piazza o no)

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Manifestazione a Torino (Ansa)  Manifestazione a Torino (Ansa)

Poi, se non fosse sufficiente, il potere provvede anche ad “attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico, in dispregio di ciò che prevede la nostra Costituzione.

 

Ora, non vogliamo sicuramente disconoscere l’impegno politico e sociale di cotanto illustre esponente della sinistra italiana, però è evidente che il testo proposto (o imposto?) agli studenti del liceo d’Azeglio offre una visione assolutamente unilaterale, quasi una caricatura della realtà, tanto è schierata e non veritiera circa la situazione attuale del nostro sistema sociale e scolastico; allo stesso modo (e questa è, dal punto di vista educativo, la cosa più grave) non offre chiavi ermeneutiche che consentano ai giovani di farsi domande o di trovare delle risposte partendo dai dati di realtà.

 

Vorremmo allora, per chiarire meglio la nostra perplessità, porre al bravo dirigente (e a tutti coloro che brandiscono slogan ormai vetusti) alcune domande proprio sui dati di realtà:

- Lei sa che il bilancio della scuola statale e quello della paritaria ammontano a quasi 45 miliardi di euro per la prima e circa 500 milioni di euro per la seconda (cioè, appena sopra l’1%, e questo nonostante la popolazione scolastica che frequenta le paritarie ammonti al 12% del totale)?

 

- Lei sa che esiste una legge, la 62/2000, che ha istituito il sistema nazionale di istruzione, formato dalla scuole statali e dalla non statali paritarie, e che - come recita anche la sentenza 2605/2001 del Consiglio di Stato - una scuola è pubblica non in base alle caratteristiche del soggetto gestore, ma in quanto erogatrice di un servizio offerto a tutti e orientato al bene della res publica?

 

- Lei sa che le scuole paritarie, per essere riconosciute tali, devono essere conformi a tutte le normative previste per le scuole statali (e rispetto a queste, tra l’altro, sono soggette a infiniti controlli...), comprese quelle relative ai titoli dei docenti?

 

- Lei sa che, nonostante la Legge sulla parità, le scuola paritarie percepiscono un contributo economico che è poco più che simbolico per ciò che riguarda l’infanzia e la primaria, mentre è quasi nullo per le secondarie di primo e secondo grado?



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COMMENTI
15/03/2011 - Che c'entrano i pasdaran con i fatti? (Massimo Macciò)

Non riesco a capire che cosa c'entrino l'articolo 3 e l'articolo 30 della Costituzione con le critiche di Berlusconi e dei suoi aficionados alla scuola pubblica ideologicizzata e inculcatrice di ideologie sinistrorse. Qui i punti da chiarire sono solo due: che cosa dice veramente la Costituzione a proposito degli istituti a vario titolo “privati” e se questa scuola dia più garanzia di libertà intellettuale di quella pubblica. Sotto il primo aspetto, l'art. 33, terzo comma della nostra legge fondamentale parla chiaro, e non si possono in alcun modo piegare le dichiarazioni di Corbino fino al punto da giustificare l'odierna selvaggia dismissione della scuola pubblica di cui usufruisce quella privata che – piaccia o no a Silvano - è quasi totalmente confessionale. Sotto il secondo aspetto, chi ha mai controllato se davvero gli studenti siano “indottrinati” maggiormente nella scuola pubblica o in quella privata? O bisogna ancora spiegare come e da chi vengono reclutati i docenti di paritarie &C.? E non è francamente insopportabile far riecheggiare nuovamente la non disinteressata fandonia della “Costituzione materiale” per giustificare ogni sfregio alla Costituzione formale, a partire dalla più completa ignoranza – questa sì, incredibile – della gerarchia delle fonti? Allora, è sicuro Silvano che le sue affermazioni non rappresentino il miglior sostegno a chi afferma la necessità di studiare di più e meglio la Costituzione a scuola, per evitare strafalcioni da matita rossa?

 
15/03/2011 - dov'è il nesso..., (Paolo Facchini)

caro Ragazzini, tra reclutamento e libertà di insegnamento? Perché lei vorrebbe invece che un soggetto privato, dopo aver istituito una scuola e pensato ad un progetto culturale da offrire, assumesse personale che non condivide questo progetto? "Tirarsi la zappa sui piedi" è ancora riduttivo.

 
14/03/2011 - IL TROPPO STROPPIA (Giuliano Romoli)

Come dirigente di scuola privata sento, invece, il dovere di ringraziare chi ha manifestato contro il finanziamento statale delle nostre scuole. E' ora di darci un taglio! Non sappiamo più dove metterli tutti questi soldi! Il nostro problema principale, ormai, è quello di trovare casseforti abbastanza capienti per stivare lo tsunami di cartamoneta che ogni anno ci sommerge. Già eravamo ricchi prima; poi Berlinguer ci ha dato la parità e, insieme a questa, ha fatto scorrere fiumi d’oro nelle nostre casse, che sembravano emissari del Klondike. Non parliamo della Moratti, che aveva pensato una riforma esclusivamente finalizzata ad arricchire noi. Non ci è arrivato nemmeno un soldo. Per fortuna! Altrimenti l’emergenza sarebbe scattata prima. Per fortuna al governo c’è qualcuno che pensa a noi: il ministro Tremonti, che Dio lo benedica. Tutti gli anni ci dimezza il conquibus; per questo abbiamo ancora la speranza di resistere. Fioroni, poi, è stato troppo: ci ha finanziato anche la scuola media, con ben 2.500 euro per classe. Meno male che la cosa è durata solo un paio d’anni, se no avremmo dovuto costruire nuovi silos. Infine vorrei ringraziare la Gelmini per non aver neppure accennato alla possibilità di aumentare le nostre ricche prebende. La qual cosa ci procura un forte sollievo, in considerazione della crescente preoccupazione su come dilapidare le risorse in nostro possesso. Grazie, ragazzi. Aiutateci a fargli capire che il troppo stroppia!

 
14/03/2011 - Ma il reclutamento non è ...paritario (Giorgio Ragazzini)

Come difensore non pasdaran della scuola pubblica, riconosco che quella citata è una caricatura. Troppe se ne fanno, anzi, su tutti gli argomenti, avvilendo il confronto a polemica fra tifosi. Va però anche riconosciuto che l'affermazione di B. era per l'appunto, una caricatura. Detto questo, il dottor Silvano ricorda "che le scuole paritarie...devono essere conformi a tutte le normative previste per le scuole statali comprese quelle relative ai titoli dei docenti". Ma non compreso il reclutamento, elemento fondamentale nella configurazione della libertà di insegnamento.