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SCUOLA/ I tre pilastri di una parità che non discrimina le famiglie

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Da qui la doverosa messa a disposizione delle famiglie del potere di disporre del finanziamento pubblico (cioè con il denaro dei contribuenti) del sistema di istruzione. Se infatti l’istruzione è, oltre che diritto individuale, anche “bene pubblico”, discendono alcune conseguenze: è compito pubblico (cioè dello Stato-comunità, della Repubblica) rendere effettivo per tutti su un piano di parità tale diritto; non è possibile - anzi, illegittimo alla luce della Costituzione - limitare tale libertà introducendo ragioni di disparità economica; è compito dello Stato-comunità, in quanto l’istruzione è bene pubblico, sostenerne economicamente il conseguimento; va attivata una modalità equitativa per realizzare sia la libertà di scelta sia il sostegno economico.

 

In uno “Stato di diritto” - quale il nostro afferma di essere - compito dei pubblici poteri è quello di assicurare le condizioni perché ciascun soggetto - singolo o associato - possa accedere agli strumenti giuridici, economici e sociali necessari per rendere effettivo l’esercizio dei suoi diritti su un piano di imparzialità e di uguaglianza, senza alcuna imposizione discriminatoria basata su condizioni e scelte personali e sociali.  Quindi, uno “Stato di diritto” è tale se assicura a tutti i cittadini libertà nell’esercizio di tali diritti. Purtroppo, per quanto riguarda la scuola, nel nostro Paese non è così!

 

L’attenzione deve essere tesa al conseguimento di una maggiore efficacia ed efficienza di tutto il sistema nazionale di istruzione e non deve essere frutto di alchimie emarginanti istituzioni pubbliche diversamente gestite e ugualmente orientate, come quelle statali, al conseguimento del “bene comune istruzione”.  Solo un sistema pubblico di istruzione che, superando lo status quo, fondi sulla libertà e sulla sussidiarietà forme di pluralismo culturale ed educativo, è - come sostiene l’Agesc - la risposta alle esigenze di istruzione e formazione dei giovani di oggi: questo sistema si costruisce mediante l’attuazione di una reale autonomia per le scuole, di una concreta libertà di scelta scolastica delle famiglie e di una autentica valorizzazione professionale degli insegnanti.

 



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