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SCUOLA/ Piccola guida per far(si) saltare addosso la voglia di studiare

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Interesse è un lemma, anzi una questione, che ricorre spesso sulle pagine di questo quotidiano nella sezione Educazione. Anche recentemente, con gli articoli di Foppa Pedretti e Valenti che l’hanno messa di nuovo a tema.

 

È una questione che mi sta particolarmente a cuore, non foss’altro per la frequenza con cui la sento porre davanti a me dalle persone che mi vengono a trovare: non mi interessa, nella variante fornita dal ragazzo o non gli interessa nella lamentela del genitore. Di solito quest’ultima più radicale e predittivamente definitiva: non gli interessa niente!

 

Avrei la tentazione di discutere la variante dell’adulto, così spesso viziata dal mancato riconoscimento della realtà oggettiva: non esiste alcun ragazzo cui davvero non interessi niente, a meno che viva già la gravità di uno scivolamento verso uno stato catatonico. Più solitamente il problema è che i suoi interessi sono diversi da quelli che abbiamo prescelto noi, di quelli che desideriamo per lui. È una questione che ha a che fare col ragazzo ideale che come adulti abbiamo in testa, che ci rende incapaci di guardare al ragazzo reale e ripartire da lui. Magari proprio da quel suo unico interesse che non dobbiamo mai disprezzare o scoraggiare, a meno che non gli arrechi dei danni, ma che anzi va stimato per il solo suo darsi.

 

In questo contesto mi preme però affrontare il tema secondo una prospettiva più ampia. Vorrei osservare come la questione dell’interesse venga solitamente trattata all’interno di un errore generale, che coinvolge adulti e ragazzi. Anzi prima i grandi dei minori.

 

Viviamo tutti dentro una strana credenza, ossia che l’interesse si autogeneri. Sarebbe infatti qualcosa di indefinito, una specie di frisson dell’anima che esortandoci da dentro ci rende capaci di volontà, impegno e dedizione nel perseguire un dato fine o seguire una certa strada. C’è chi poi si sbilancia più sul sentimentale avvertendolo come un’emozione o un brivido interno e c’è chi si sbilancia su un versante più razionale considerandolo una pura decisione dell’io.



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COMMENTI
15/03/2011 - cosa suscita l'interesse? (giuseppe paterlini)

La stimolante riflessione proposta, svelando un approccio scorretto al tema dell'interesse, mi suscita una domanda su cui mi farebbe piacere l'autore esprimesse il suo parere, solo accennato nell'intervento odierno: perché il reale suscita interesse. Uuna riflessione su questo potrebbe essere di aiuto per chi come me è alle prese con gli alti e bassi, propri e di altri, di un interesse per le cose che troppo spesso appare fugace ed imprevedibile.

 
15/03/2011 - Da augurarcelo un impegno! (Tiziana Villa)

"Ti interesserà la storia quando avrai iniziato a studiarla". E' una mancanza di impegno che annienta l'interesse e spesso noi adulti sosteniamo, mi auguro inconsapevolmente, questa posizione nei confronti dei giovani, alunni o figli. L'articolo provoca ad una posizione necessaria: non sottrarci all'impegno, al lavoro con l'oggetto della conoscenza affinchè si sia investiti da un interesse che non è "il fascino del momento". Grazie