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SCUOLA/ Piccola guida per far(si) saltare addosso la voglia di studiare

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

L’errore comune resta pensare che prima esiste (o arriva) l’interesse e poi ne segue (quasi meccanicamente) l’impegno con il suo oggetto, di cui la materia di studio scolastico non è che solo una delle possibili applicazioni, sebbene quella su cui ci si tende di più a fissare. L’interesse invece non si autodetermina, non nasce per abiogenesi o generazione spontanea. L’interesse viene sempre suscitato, sollecitato dal reale.

 

Da qui il ribaltamento, su cui aiutare i nostri ragazzi: non è perché ti interessa la storia che inizi a studiarla, ma ti interesserà la storia quando avrai iniziato a studiarla. E verificato la corrispondenza con te ad esempio nella sua potenza nel permetterti connessioni, nella sua utilità nel comprendere il presente, nel suo suscitarti idee nuove.

Anche qui nulla di automatico, per la carità. Resteranno sicuramente sacche di minor rispondenza a sé, di minor fascino, ma saranno tali almeno secondo un giudizio del soggetto, non un preconcetto. Consideriamo tuttavia che tanto più un soggetto sta bene, tanto più è potenzialmente interessato a tutto.

 

Per questo, di fronte a una certa apatia di un ragazzo - cui non possiamo mai rassegnarci liquidandola come un male necessario dell’età, senza chiedercene le reali motivazioni - occorre intervenire fornendo noi un supplemento di energia: mettiti al lavoro! Anche se ti sembra immediatamente lontano da te quello che devi affrontare. Poi mi dirai... L’invito non è all’impegno per una generica obbedienza o per mero doverismo, ma per sperimentare l’esistenza o meno di un guadagno, di un supplemento.

 

Il concetto di interesse che personalmente mi preme è molto vicino a quello che ho come correntista bancario: ci metto del mio, ossia investo, per ottenere qualcosa di più che prima non c’era. In alcuni casi - e sappiamo che vale anche per alcuni investimenti finanziari - addirittura non prevedibile o non predeterminabile all’inizio.



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COMMENTI
15/03/2011 - cosa suscita l'interesse? (giuseppe paterlini)

La stimolante riflessione proposta, svelando un approccio scorretto al tema dell'interesse, mi suscita una domanda su cui mi farebbe piacere l'autore esprimesse il suo parere, solo accennato nell'intervento odierno: perché il reale suscita interesse. Uuna riflessione su questo potrebbe essere di aiuto per chi come me è alle prese con gli alti e bassi, propri e di altri, di un interesse per le cose che troppo spesso appare fugace ed imprevedibile.

 
15/03/2011 - Da augurarcelo un impegno! (Tiziana Villa)

"Ti interesserà la storia quando avrai iniziato a studiarla". E' una mancanza di impegno che annienta l'interesse e spesso noi adulti sosteniamo, mi auguro inconsapevolmente, questa posizione nei confronti dei giovani, alunni o figli. L'articolo provoca ad una posizione necessaria: non sottrarci all'impegno, al lavoro con l'oggetto della conoscenza affinchè si sia investiti da un interesse che non è "il fascino del momento". Grazie