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SCUOLA/ Perché Italo Calvino è il miglior alleato dei prof di matematica?

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Le frasi sottolienate sono preziose nel chiarire il ruolo formativo della disciplina, ma non lasciano dubbi sul fatto che si tratti di dare corso a un processo lungo e, come abbiamo già avuto modo di affermare, lento e progressivo.

 

È senz’altro molto interessante la lettura di un provocatorio libro uscito nel 2010, Contro l’ora di matematica, le cui asserzioni a volte paradossali non sono sempre da prendere alla lettera, ma certamente da fare oggetto di meditazione.

 

Nel paragrafo “La matematica a scuola” si parla dei numerosi sforzi messi in atto per riformare l’insegnamento della matematica, criticando il presupposto che occorra “rendere la matematica interessante e rilevante per la vita dei ragazzi. Non c’è bisogno di rendere la matematica interessante: è già più interessante di quanto potremmo mai renderla!” E più oltre “non abbiamo bisogno di farci in quattro per dare rilevanza alla matematica, poiché ne ha esattamente quanto qualsiasi altra arte, essendo un’esperienza umana significativa. Pensate davvero che i ragazzi volgiano qualcosa che sia rilevante per la loro vita quaotidiana? Pensate che qualcosa di pratico li faccia appassionare? Alla gente piace la fantasia, ed è questo che la matematica può dare.”

 

Se questa fosse coscienza condivisa degli insegnanti di matematica! Da questo si potrebbe partire per trovare senz’altro strade didattiche efficaci ed appassionanti per aluni e docenti. “Non è possibile parlare di matematica senza insegnarla, come non è possibile fare matematica senza cercare di farla capire a qualcuno”: traggo queste incoraggianti parole da Discorso sulla matematica,  titolo affascinante di un testo di Gabriele Lolli che consiglio agli insegnanti di leggere. Vi sono efficacemente tratteggiati alcuni degli elementi da cui si può comprendere che la matematica è “un’esperienza umana significativa”, a partire da un parallelo tra matematica e letteratura che prende le mosse dalle Lezioni americane di Calvino, e solo il riferimento a questo testo che ho nel cuore da anni mi avrebbe spinto a leggere il libro che cito. Ma anche per chi non conosca o non ami particolarmente le Lezioni americane, le riflessioni di Lolli sono illuminanti e gli spunti per l’insegnamento preziosi.



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COMMENTI
17/03/2011 - art. 150ario di Da Rold (enrica galeazzi)

Conciso e approfondito, senza retorica. Molti gli spunti utili a riflessioni e.. revisionismo. Una domanda personale all'autore dell'articolo: è forse la stessa persona con cui ho condiviso anni luce fa , un corso di cinese all'Ismeo? Cordiali saluti. enrica

 
17/03/2011 - Dalla diagnosi alla terapia (enrico maranzana)

SE è vero che “non abbiamo bisogno di farci in quattro per dare rilevanza alla matematica, poiché ne ha esattamente quanto qualsiasi altra arte, essendo un’esperienza umana significativa” ALLORA a) è necessario estendere a TUTTI gli insegnamenti l’idea che “alla gente piace la fantasia, ed è questo che la matematica può dare”; b) generalizzare l’esortazione rivolta al docente di matematica che progetta il proprio lavoro: “Una conoscenza concettuale” deve affondare “le sue radici in contesti critici di razionalizzazione della realtà”. Ecco emergere il male profondo della scuola: la parcellizzazione degli insegnamenti. Per superare tale situazione patologica è essenziale che la dirigenza scolastica inizi a onorare il proprio mandato che consiste ne “l’animare” gli organismi di governo della scuola, al fine di garantire la convergenza di tutte le attività scolastica verso i fini istituzionali (sviluppo e potenziamento delle capacità dei giovani).