BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Misurare gli apprendimenti col "valore aggiunto": se non ora, quando?

Pubblicazione:

Come misurare il Valore Aggiunto?  Come misurare il Valore Aggiunto?

Da ultimo, un recente prodotto Invalsi (3), che potrebbe essere il prototipo dei lavori futuri effettuabili a livello territoriale (Regioni, Province ) fino ad arrivare alla singola scuola. Dal 2011 viene compilato dagli studenti di 5^ Elementare e 1^ Media - e dal 2012 questa richiesta si estenderà alla 2^ Superiore - un Questionario Studenti e dai loro Istituti una Scheda Scuola con domande volte ad indagare i fattori che nella letteratura internazionale e nazionale risultano essere interessanti per la determinazione del livello degli apprendimenti.

 

Incrociando i risultati degli studenti con i dati di contesto ed individuali che è possibile catturare attraverso questi due strumenti, l’ipotesi è quella di eliminare il loro effetto e pertanto di calcolare le  performances depurate dei diversi territori e delle diverse scuole e dunque i diversi VA.  Dalla ricerca si deduce che i risultati del Sud, depurati di questi fattori, raggiungono quelli del Nord-Est ed Nord-Ovest, mentre il Sud-Isole e il Centro mantengono le loro precedenti posizioni pessime o mediocri.

 

Forse dunque i presupposti per muovere qualche passo istituzionale in questa direzione cominciano ad esserci. Ha ragione Aldo Tropea ad augurarsi una responsabile assunzione di decisioni nel merito.

 

 

 

(1) Banca d’Italia Eurosistema - Cipollone, Montanaro e Sestito, Misure di VA per le scuole superiori italiane: i problemi esistenti e alcune prime evidenze marzo 2010.

(2) A Martini, R. Ricci, Un esperimento di misurazione del Valore Aggiunto sulla base dei dati PISA 2006 del Veneto, Rivista di economia e statistica del territorio 2010.

(3) Campodifiori, Figura, Papini, Ricci, Un indicatore del SES degli allievi della 5° primaria in Italia.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
18/03/2011 - Come sterilizzare il controllo scolastico (enrico maranzana)

La premessa “La valutazione degli insegnanti” si fonda “sul contributo che un insegnante dà agli APPRENDIMENTI degli allievi”, analizzata alla luce della legge 53/2003, mostra la direzione anomala del ragionamento intrapreso. L’apprendimento, che si sostanzia d’itinerari volti al raggiungimento di elevati livelli culturali che presuppongono lo sviluppo di capacità e di competenze, è un processo unitario, finalizzato, governato. UNITARIO perché riguarda la crescita della persona umana; FINALIZZATO perché gli insegnamenti sono interdipendenti. Essi, congiuntamente, concorrono al conseguimento del traguardo istituzionale: le scuole hanno la responsabilità di specificarlo, esprimendolo in termini di risultati attesi; GOVERNATO perché è stato stabilito che le scuole valutino “periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica”. Se non si accerta che il servizio fluisca nell’alveo che la norma ha tracciato, l’ipotesi della valutazione degli insegnanti è sbagliata, controproducente, mortificante, sintomo di disattenzione per l’educazione dei giovani e della professionalità dei docenti.