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SCUOLA/ Andrea Ichino: tutte le buone ragioni per fare una graduatoria delle scuole

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

La valutazione delle scuole può essere fatta sulla base di indicatori oggettivi come i test di apprendimento, nella forma del valore aggiunto decontestualizzato, ma questo non basta: ci vogliono gli ispettori esterni come accade in altri paesi. Staremo a vedere se il governo riesce a creare un corpo di ispettori autorevole e ben formato. Totalmente diverso è il problema della valutazione dei docenti. Qui dovremmo discutere se è preferibile avere degli ispettori esterni o interni. Io personalmente sono per questi ultimi perché un corpo esterno, per essere efficace e quindi proporzionato al numero dei docenti in servizio, comporterebbe costi sconfinati.

 

Nel sistema-modello come risolverebbe il problema dei docenti?

 

In questo sistema le scuole vengono valutate, ricevono i fondi, assumono i docenti e decidono le retribuzioni. Se un docente è bravo avrà più scuole che lo vogliono ed una retribuzione migliore. Qui non si pone il problema di una valutazione dei singoli insegnanti, perché questi sono valutati e premiati in base a quello che il mercato percepisce di loro. Ma ho qualche legittimo dubbio che questo sistema possa mai esistere in Italia...

 

Allora nel nostro contesto come possiamo individuare e premiare gli insegnanti migliori?

 

Questo è il punto che la sperimentazione per la quale mi sono speso puntava a risolvere (il progetto sperimentale varato dal ministro Gelmini nel novembre 2010 di premiazione del merito dei docenti e di valutazione delle scuole, ndr).

 

Ma la logica di un comitato di valutazione (il preside più due docenti) interno alla scuola di appartenenza non le è sembrato un punto debole?

 

Parliamo di una sperimentazione. Molti se ne sono dimenticati e la loro opposizione si è rivelata preconcetta. In questi casi, se si rimane a livello teorico, la discussione può andare avanti all’infinito e non si troverà mai una soluzione. Io non sto mettendo la mano sul fuoco sul fatto che la soluzione interna sia la migliore, dico solo che occorrerebbe provare. Torno a dire che la soluzione esterna presenta costi folli e per questo è impraticabile. Quando anche fosse possibile, si porrebbe poi un problema di autorevolezza dei valutatori. Chi sarebbero, i professori universitari? Non scherziamo. Non vedo invece perché all’interno di una scuola debba essere considerato impossibile che una comunità scelga quei docenti da tutti riconosciuti al di sopra della media e capaci di giudizio.

 

Probabilmente i sindacati non rimarrebbero a guardare.



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