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SCUOLA/ Dietro l'abbandono la crisi di un desiderio "impotente"

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

La differenza risiede nel fatto che queste affrontavano la precarietà in funzione di un progetto più ampio di promozione professionale e di emancipazione personale, un progetto del quale il lavoro non era che una componente. In altri termini, si è sempre potuto lavorare con scarsi guadagni a condizione che il lavoro costituisse solo una parte del proprio percorso di vita e quest’ultimo coincidesse con un progetto personale, con un desiderio elementare di realizzazione, di promozione di sé stessi e dei propri obiettivi: siano questi quelli della semplice emancipazione professionale ed economica oppure, all’opposto, quelli di una vera e propria promozione personale, fondata su competenze effettive o comunque concretamente acquisibili.

 

Quando si è dinanzi ad un abbandono tanto dello studio quanto del lavoro la vera emergenza diviene quella di una crescente incapacità di strutturare il proprio desiderio di realizzazione. Il problema fondamentale consiste proprio nel fatto che gli obiettivi minimi, che da sempre hanno sostenuto le volontà di emancipazione dalla famiglia di origine e di inserimento professionale, non sono più oggi percepiti come nel passato. Manca cioè la formalizzazione del desiderio, la sua traduzione sul piano operativo: il realismo critico degenera rapidamente nella rinuncia a qualsiasi dimensione realizzativa, una rinuncia che, in un contesto di scarsa tensione morale, conduce rapidamente alla inattività.

 

Si può lavorare anche in un contesto di precarietà e di dipendenza quando il lavoro consente di acquisire competenze percepite come importanti, oppure quando consente, comunque, di seguire un percorso di formazione parallelo, soggettivamente percepito come significativo (è il caso degli studenti-lavoratori). Si può sopportare qualunque precarietà o insoddisfazione quando si ha in tasca e nel cuore un progetto di vita al quale quello stesso lavoro può essere funzionale, o comunque non essere di ostacolo.



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