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SCUOLA/ 1. Il preside: così è possibile evitare un nuovo "caso" Parini

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Prima delle lamentele è necessario che tutti gli attori della scuola collaborino  Prima delle lamentele è necessario che tutti gli attori della scuola collaborino

In questo ambito tutto quanto consente di confrontare le esperienze tra pari, prendere decisioni di tipo coordinato, è benvenuto e fa bene alla scuola. Mi sono reso conto, standoci dentro, che il mondo dei tecnici è meno chiuso e meno individualista di quello dei licei e probabilmente quello dei professionali è ancora più aperto perché si confronta con cose come disgregazione sociale, demotivazione, ecc. Molto spesso, nel mondo liceale, si concepisce il ruolo di docente come il saper fare delle belle lezioni e il saper condurre degli accertamenti belli (scritti od orali). Quando poi lo studente non sa, viene represso e il docente considera finito il suo lavoro. Da noi, soprattutto nel biennio, la scuola incomincia in quel momento.
Per tornare alla questione della interazione tra componenti mi pare importante fare in modo che non accada mai che, dopo aver esperito un tentativo di discussione, una delle due parti concluda: è stato inutile. Ai genitori dico sempre: fatemi segnalazioni circostanziate, abbiate il coraggio di scrivere, a maggior ragione se siete portatori, come delegati, di un incarico di rappresentanza; ma dico anche: abbiate il senso della gradualità; non si parte mai andando dal ds e se ci si va, ci si va non sulla base dei si dice e avendo il coraggio di scrivere.
E gli studenti? Vengono di rado, ma vengono e quando arrivano sono meno esasperati dei genitori. Chiedono di essere ascoltati e di esporre le proprie ragioni. Quando si lamentano di un docente dicono: “non ci ascolta”. La stessa cosa che mi ha colpito nella dichiarazione di qualche studente del Parini sul Corriere di oggi: “i nostri genitori non c’entrano. Sono solo portavoce di un disagio inascoltato”.



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COMMENTI
25/03/2011 - Senso di appartenenza VS scopo comune (enrico maranzana)

“ Da dirigente scolastico .. sono partito con i genitori cercando di coinvolgerli e di farli crescere dentro un progetto di APPARTENENZA” è una proposizione che, oltre a compendiare l’obsoleta idea di scuola espressa nello scritto, è evidente sintomo dell’elusione della legge. Dal 1974, infatti, la partecipazione dei genitori al governo della scuola avrebbe dovuto nascere da “l’elaborazione e l’adozione degli indirizzi generali; da “l'organizzazione e dalla programmazione della vita e dell'attività della scuola”; dalla definizione dei “criteri generali per la programmazione educativa” .. e, qui la cancrena, il passaggio dello scettro del comando dai D.S. ai genitori che presiedono il Consiglio di Istituto, collocato al vertice dell’articolato organigramma della scuola.

RISPOSTA:

Mi aspettavo di tutto ma non di sentirmi fare la lezioncina sui decreti delegati. Il senso di appartenenza è la base su cui funziona qualsiasi organizzazione, perché è ciò che consente ai diversi attori di muoversi autonomamente e di sentirsi coinvolti in ciò che fanno. Un solo dato informativo: alle elezioni per il CDI (domenica e lunedì) tra i genitori hanno votato molte meno persone di quelle che vengono regolarmente alla assemblea dei delegati. Maranzana si tranquillizzi, pur con tutti i limiti del CDI, sto lavorando e ho lavorato anche per migliorarne la rappresentatività e il ruolo (vero non teorico). Ma di fianco gli ho messo il CTS in cui operano 4 responsabili di dipartimento, il Comune, Camera di Commercio, Confindustria e il Collegio dei Periti. Saluti obsoleti. CC