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CAMPLUS DAY/ Università e impresa, partendo dagli studenti si può

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Maria Stella Gelmini (Foto: IMAGOECONOMICA)  Maria Stella Gelmini (Foto: IMAGOECONOMICA)

L’Amministratore Delegato della Fondazione CEUR, Maurizio Carvelli, ha sottolineato come queste aziende che crescono non avendo come primo motore il profitto, ma la passione degli stessi titolari, che non dividono gli utili ma li reinvestono in azienda, siano una sorta di Cattedrali dell’epoca contemporanea.
In serata l’appuntamento con il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini presso la nuova residenza Camplus Turro. Introdotto dal poeta Davide Rondoni e da Carvelli –che ha sottolineato come proprio la riforma abbia finalmente riconosciuto “lo stato giuridico” dei collegi universitari-, il Ministro ha accettato di confrontarsi con gli studenti residenti nelle 7 residenze Camplus d’eccellenza. Dalla passione politica (“ho iniziato con gli amici, costituendo un club tra la I e la II Repubblica che ha portato all’elezione, a Desenzano, a sindaco del nostro candidato. 
Un’esperienza che mi ha fatto capire come la politica sia questione di tutti, un’arte di responsabilità e conoscenza per capire e interessarsi tutti a ciò che accade sul proprio territorio”) al famoso 3+2 (“È stata un’illusione partita, però, a fin di bene: una maggiore scelta universitaria, l’aumento dei settori scientifici disciplinari, l’idea che scomporre in questo modo il corso di laurea avrebbe portato meglio e più in fretta ad entrare nel mondo del lavoro. Così non è sempre stato. 
Con la riforma, però, non abbiamo voluto creare un altro scossone al sistema già fragile dell’Università cancellando una realtà cui gli Atenei, a fatica, sono riusciti ad abituarsi, ma abbiamo scelto di effettuare un monitoraggio lì dove il 3+2 non funziona, intervenendo con una pianificazione seria”). 
“Rispetto chi protesta – ha continuato il Ministro - ma questo è il momento delle scelte: se il debito pubblico è alto, continuare a illudere i giovani che bastino i soldi per parlare di qualità e merito non funziona più. È necessaria l’applicazione del principio di sussidiarietà cui tutti devono economicamente concorrere: Stato, Regioni, comuni, fondazioni bancarie”. 
Argomenti che gli studenti hanno sentito come importanti e fondamentali, in un incontro sicuramente  significativo  e ricco  per il loro percorso. Entrambi gli ospiti hanno raccontato il loro vissuto partendo dalla propria esperienza. Certo si è parlato di imprenditoria ed università, responsabilità e riforme, ma, grazie allo spunto offerto dalle domande degli studenti Camplus, questi appuntamenti hanno preso la forma, più che di convegni, di veri e propri “incontri” e momenti di lavoro, come è accaduto per gli altri eventi della giornata: la visita a S. Ambrogio e  la rappresentazione, a cura dei ragazzi, dell’Ulisse dantesco. 

 

(Pietro Lorenzetti)

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