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SCUOLA/ Il mito dell’eccellenza: corsa verso la felicità o verso il nulla?

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Corsa verso il nulla? (Imagoeconomica)  Corsa verso il nulla? (Imagoeconomica)

Anziché ridurre i programmi, eliminare i voti o non dare più compiti (come il film propone), la questione della pressione della corsa potrebbe diventare tensione verso la propria soddisfazione se si sviluppasse la consapevolezza della propria motivazione e si ripartisse dal proprio desiderio. I genitori dovrebbero anche cominciare a dare fiducia ai propri figli, considerando gli adolescenti responsabili e competenti del proprio desiderio. Riuscire bene a scuola sarebbe allora visto come espressione del e non in opposizione al proprio desiderio di soddisfazione. Per dirla in due parole: non devi per forza desiderare di andare all’università per essere contento. Ma se lo desideri, questo è quello che la realtà ti chiede di fare.

 

In I problemi dei bambini la psicanalista francese Francoise Dolto’ dice “L’obiettivo è l’uscita da un oscurantismo latente che cresce a grandi passi per quanto riguarda l’educazione dei giovani... sono allevati in modo intelligente solo i bambini cresciuti nella fiducia dei genitori. Genitori che si impegnano a guidarne e sostenerne il desiderio nei limiti del possibile. Accettano che il desiderio si manifesti. I bambini hanno fiducia nei genitori rispettosi del proprio accesso all’autonomia che incoraggiano, confidando nella fiducia dei figli in se stessi. L’avvenire di una popolazione è rappresentato dalla sua gioventù”.

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COMMENTI
03/03/2011 - grazie (emilio molinari)

Mi lasci l'occasione di ringraziare chi riesce a ragionare con calma sui temi dell'educazione: troppi slogan, troppe contrapposizioni avvelenano il dibattito sulla scuola. Guardare all'Europa o agli USA è importante e necessario per comprendere sforzi e pregi ma anche difetti. La discussione su test e prove standard ha poco senso se ci fa slittare dal percorso di verifica di quanto avviene in classe e fuori. I dati sempre parlano la lingua di chi li interroga, che si pone da un punto di vista e scopre un certo orizzonte: allora va bene scoprire le difficoltà in lingua o matematica ma non pensiamo di capovolgere il senso dell'insegnamento per inseguire i risultati nei test. Questi vanno presi come occasione per confrontarsi, una delle tante prove della vita, ma l'importante per gli adulti è l'"esserci" al momento giusto, con presenze discrete ma costanti, con l'idea che la persona è il valore più alto che abbiamo davanti e non si riassume mai nè con i voti nè con i risultati di gare solitarie.

 
03/03/2011 - Eccellenza: un'araba fenice (enrico maranzana)

L’avvertimento: “promuovendo solo gli studenti considerati 'migliori' sulla base di criteri misurabili, vengono trascurati quelli che hanno altre capacità utili ma non facilmente misurabili” descrive puntualmente l’attuale situazione della nostra scuola. Nei documenti ministeriali il concetto “capacità”, che rappresenta il fine istituzionale, è stato cassato, sostituito dal termine “abilità”. E’ stata assecondata la direttiva europea che mira alla libera circolazione dei lavoratori e, al contempo, si è cercato un parametro dominabile, utile per la misurazione dell’efficacia del servizio scolastico. La scuola, conseguentemente, è stata orientata ai valori della società produttiva, non a quelli della persona umana. Per valorizzare “l’ unicità di ogni singolo studente e la sua motivazione, lasciandoli liberi di esplorare, rischiare, sbagliare e correggersi invece che costretti ad aderire, imitare o compiacere” è essenziale restituire al concetto di “apprendimento” il significato originario, che la legge ha richiamato: “raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze ATTRAVERSO conoscenze e abilità”.