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SCUOLA/ Cara Mastrocola, cominciano per K anche gli istituti tecnici...

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Continua il dibattito sul libro di Paola Mastrocola  Continua il dibattito sul libro di Paola Mastrocola

Non è meno cultura saper studiare nel libro della Natura oltre che in quelli delle Scritture (sacre o profane). Ne ho già scritto qui, tempo fa: mentre io dall’istituto tecnico ho imparato ad amare la letteratura anche nei suoi aspetti formali, i docenti di italiano licealisti non hanno avuto la fortuna di cogliere l’illuminismo delle pagine di Lavoisier né il pre-dadaismo delle metafore di Lewis e nemmeno il rigore buzzatiano che serve per la cronaca di un’analisi chimica ben fatta. Così le “prime prove” assumono quelle forme così tristi, prive di spessore e di personalità; così pensiamo che i soli generi letterari degni di essere scritti e corretti come un tema possano essere, al più, quelli imposti dalla scuola che lei chiama “c”, anziché altre forme di scrittura che sarebbero non soltanto servilmente utili ma anche culturalmente formative. Negli scritti io correggo non solo errori d’ortografia, punteggiatura e sintassi italiana, ma anche l’ortografia di un calcolo, la sintassi di un problema, la logica che descrive un procedimento sperimentale: altro che tecnocrazia o il “redigere verbali” di De Mauro!
Lei è bravissima a scrivere di lupi, galline e capre sulla spiaggia. Ne fa oggetti puramente narrativi e non biologici, come è giusto che sia. Io spiego a boys&girls che quando due chimici siedono sulla spiaggia al tramonto non pensano ai silicati della sabbia o all’aerosol che fluttua nel cielo, “minuscoli frammenti della fatica della natura”. Non pensano a quello, ma ad amarsi. Ma l’emozione che li accompagna è più intensa perché, in quel che vedono, sanno che c’è più che il semplice scatto per FB che vedono i loro annoiati colleghi “con elle”, privati dalla scuola della libertà di essere più ricchi.

La saluto cordialmente.



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COMMENTI
25/05/2011 - Cara Mastrocola (Libero Gianfagna)

Io ho frequentato la vecchia scuola media, il ginnasio, che non ha nulla a che vedere con l'attuale e quella frequentata da lei, poi ho frequentato l'Iti e mi sono laureato in ingegneria civile edile. Adesso insegno fisica presso un Iti. Non condivido quanto da Lei sostenuto perché non si può esprimere un giudizio generale riferendosi ad un singolo caso, e per di più personale. Lei ha avuto la fortuna di avere dei genitori attenti che l'hanno stimolato nella lettura, attraverso la quale ha potuto darsi una cultura generale. Ma frequentare un liceo classico è altra cosa! C'è un ordine e una logica nelle materie studiate. Ai miei tempi, quando frequentavi una classe, significava che avevi la preparazione necessaria per quel livello e questo permetteva a tutti di raggiungere livelli elevati. Chiediamo che venga riattivato il ginnasio e continuiamo a chiamare IV e V ginnasio i primi anni del classico!