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SCUOLA/ A chi servirebbe davvero un po’ di yoga, al Miur o agli studenti?

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Forse questo è lo "yoga" migliore  Forse questo è lo "yoga" migliore

Promette il benessere psico-fisico e per questo ha successo. E adesso fa capolino nelle scuole italiane, dove punta a diventare una tendenza. Lo yoga è una antichissima pratica che in occidente si è affermata soprattutto nei suoi aspetti fisici e quindi, per la nostra mentalità, cade nell’ambito motorio-sportivo. Ora, “lo sport fa bene” è un assioma inconfutabile, quasi come “l’acqua è bagnata” o  “di mamma ce n’è una sola”. Peccato che sia falso, ma un’antica confusione, alimentata ad arte, mette in difficoltà la nostra ragione nel riconoscerlo.

Intere generazioni, da De Coubertin in qua, si sono adoperate per alimentare un mito, cioè una costruzione ideale autoreferente e salvifica, in grado di accogliere e sublimare le aspirazioni umane. E, complice la universale crisi delle religioni, ci sono in buona parte riusciti. Tanto che, di fronte alle innumerevoli varietà di scandali che investono lo sport (esattamente come ogni altra attività umana!) ci vien da dire che quello non è vero sport, lì lo sport è stato tradito, lo sport è rimasto vittima... Insomma, lo consideriamo quasi come la personificazione di una realtà che si muove immacolata nella storia. Ma questo equivale ad affidarci ad esso, a cedergli la nostra soggettività. Ed è proprio qui il cuore dell’inganno: lo scambio tra soggetto e oggetto. Lo sport non fa bene, ma neanche male; non fa proprio, perché è uno strumento, e come per ogni strumento tutto dipende da chi lo utilizza.

Nacque così nel XIX secolo nei college inglesi ad opera di educatori cristiani (anche qui, incorreggibili!) che preoccupandosi dell’educazione dei giovani cominciarono a prendere sul serio anche la loro corporeità. Rielaborarono giochi ed esercizi preesistenti, codificarono, inventarono: e nacque lo sport, saldamente nelle loro mani, altro che mito. E nella storia si può talora riconoscere l’emergere del filone educativo o di quello “idealistico”, seppure intrecciati e contaminati come solo gli uomini sanno fare.

Ritornando allo yoga nelle scuole,  la promessa è che sia la panacea che coniuga divertimento, rilassamento e concentrazione, con possibili sbocchi di alta spiritualità. La proposta lascia perplessi, esattamente per le ragioni di cui sopra: non una parola sul soggetto, tutto è affidato alla disciplina in sé. Ma l’educazione non è un incontro tra due libertà? Altrimenti si chiama addestramento, roba per intelligenti quadrupedi.



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COMMENTI
31/03/2011 - .. anche per i docenti vero?? (marelia gabrinetti)

... e perché no per i parlamentari che in questi giorni stanno dimostrando di necessitare di una bella seduta rilassante? Davvero ne abbiamo tutti un gran bisogno in tempi in cui il MIUR è così attento al benessere psicofisico dei suoi docenti da organizzare addirittura incontri di 90 min. anti burn-out! Da non credere! Con lo yoga raggiungeremo tutti la pace dei sensi, così da elargire grandi sorrisi di comprensioni ad alunni interessati all'Isola dei Famosi e al Grande Fratello più che a Petrarca o alla decolonizzazione di paesi oggi ri-conolonizzati... Ahimé! Un tempo si gridava Dio è morto suscitando scalpore. Oggi se qualcuno dice La scuola è morta suscita solo consensi. W la scuola!