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SCUOLA/ Classe IIA, diventare architetti per capire e ordinare il mondo

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Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)  Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)

Esemplificherò con l’aula che nell’Open Day di quest’anno più mi ha colpito, per il clima che vi si respirava fin dal pomeriggio dell’allestimento: quella sulla “città ideale” allestita dai ragazzi di seconda media come conclusione di un percorso guidato dagli insegnanti di Lettere, Arte e Tecnologia. Lo spunto era nato, nella programmazione di inizio anno, dal desiderio di far comprendere attraverso una modalità adeguata alla categorialità dei ragazzi il passaggio dal Medioevo al Rinascimento.

 

I passi del percorso sono stati volti a favorire alcuni atti del conoscere fondamentali a questa età: osservare, denominare, paragonare, immedesimarsi.

 

1. Si è partiti da un confronto fra gli affreschi del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti e il dipinto della “Città ideale” di anonimo conservato ad Urbino. I ragazzi sono stati accompagnati attraverso un’analisi attenta a cogliere come negli affreschi di Siena gli uomini della città medievali, colti nella varietà delle loro occupazioni, si protendono verso una dimensione ideale di convivenza, in cui ognuno è impegnato alla costruzione di uno spazio dominato da bellezza ed armonia. Nello spazio sospeso del dipinto quattrocentesco, invece, l’assenza della figura umana accentua la percezione di uno spazio nato dalla mente dell’uomo come spazio “perfetto”, in cui l’uso rigoroso della geometria crea simmetria, proporzione, armonia assoluta.

 

2. A questo punto sono scattate le fasi in cui i ragazzi sono stati coinvolti in forma più concreta, a partire dall’analisi e dalla copia di alcuni dei modelli di città ideale elaborati dai teorici rinascimentali, a partire dalla pensata e mai realizzata Sforzinda del Filarete. I ragazzi, riproducendo i modelli, hanno fatto propria soprattutto il ruolo di formalizzazione ideale sviluppato dalla geometria in tali elaborazioni.

 

3. È arrivata poi la visita a Pienza, tentativo di realizzazione della città ideale, come espressione del sogno di Enea Silvio Piccolomini, divenuto Pio II. I ragazzi si sono mossi in questo spazio, voluto come spazio “perfetto”, assaporandone il fascino e prendendo atto dal vivo di tutte le soluzioni adottate per inserirlo nella viabilità precedente ed armonizzarlo, ma anche delle “forzature” (sconfinamento dell’abside su un banco di argilla inclinato...).



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