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SCUOLA/ Meno circolari "stataliste" e più libertà

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La casistica è stata messa alla berlina da Pascal attraverso le Lettere Provinciali, lo scritto in cui il filosofo francese ha attaccato senza pietà la pratica gesuitica di sottoporre la dottrina e la morale cristiana ad un esame minuzioso in modo tale da prevedere tutte le innumerevoli situazioni in cui i cristiani si sarebbero venuti a trovare (i casi, appunto) così da anticipare le soluzioni che i confessori avrebbero dovuto adottare nel loro rapporto con i penitenti.

 

Ebbene la casistica, che Pascal aveva così opportunamente ridicolizzato, è tornata, e non è più la Chiesa il luogo in cui viene esercitata, ma il Ministero della Pubblica Istruzione. E' questa l'impressione che si ha alla lettura della circolare n° 20 il cui oggetto è «la validità dell’anno scolastico per la valutazione degli alunni nella scuola secondaria di  primo e secondo grado- Artt. 2 e 14 DPR 122/2009».

 

Nulla da eccepire sulla circolare in questione, va benissimo che  «… ai fini della validità dell'anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è  richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato», e si sfonda una porta aperta quando si fa l'elenco delle deroghe alla norma in questione, sottolineando l'autonomia di giudizio del Consiglio di classe. La circolare n° 20 quindi è condivisibile dal primo all'ultimo punto, la questione è se ci sia bisogno di circolari così, di prescrizioni così minuziose e particolareggiate che a tavolino risolvono ogni possibile problema.



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COMMENTI
11/03/2011 - Più libertà o meno (libero) arbitrio? (Franco Labella)

In attesa del "federalismo scolastico", Mereghetti sembra ignorare il quadro normativo attuale, quello dello "statalismo" anche dopo la riforma del Titolo V. Se così non è, non si capisce il senso della sua recriminazione. Anche perchè, per riprendere un discorso avviato per un altro contributo, quello di Abravanel, le circolari hanno il senso di restituire, nel regime dell'autonomia scolastica e del Preside "manager",con la loro applicazione, una uniformità di comportamenti necessaria ad evitare la disparità di trattamento. Il contrario della "libertà" o se, preferite, dell'arbitrio, quello sì poco libero... Quanto alla conoscenza media di principi elementari di diritto scolastico da parte di docenti e, ahimè, Dirigenti scolastici: se Mereghetti vuole gli mando materiale per scriverci un libro. Lo stupidario di prof e Ds sulle circolari ministeriali: gli fornisco pure il titolo... Ma se vuole risparmiarmi tempo e fatica basta che dia un'occhiata non dico alle sentenze dei TAR in materia, no, che dico, basta scorrere i quesiti che vengono posti in una qualsiasi lista o sito scolastici. Il tutto in nome della "libertà". A proposito del tema della conoscenza delle norme elementari: da qualche altra parte scriverò della "privacy" applicata da una Preside che è stata denunziata per essersi rifiutata di fornire generalità e domicilio di due alunni accompagnati dalla Polizia a scuola dopo aver vandalizzato un'auto. In nome della privacy, quella del "bunga bunga" evidentemente...