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SCUOLA/ Gelmini: presto un concorso per presidi. Pellegatta (Disal): lo chiediamo da due anni

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

«Lo stiamo chiedendo da due anni», ha detto in merito al bando. «Abbiamo destinato un appello alla Gelmini e al presidente della Repubblica». Perché la situazione è grave. «Se il bando rispettasse la situazione reale, i posti disponibili dovrebbero essere 2751». Tanti, infatti, «i sono posti scoperti». Cosa significa? «Si tratta di altrettante scuole – spiega Pellegatta - che non hanno il presiede. Attualmente fa la funzione di quel preside, il preside di un’altra scuola nominato con funzione di reggente provvisorio». Attualmente il bando non è stato ancora emanato perché «Tremonti non ha assegnato le risorse». Del resto, «è un segno della poca stima che c’è nei confronti ella professione» e il calcolo, in termini di soldoni è semplice: «un preside reggente prende 5o0 euro lordi in più al mese. Il preside titolare ha uno stipendio di 5000 euro lordi al mese». Il risparmio, a prescindere dalle conseguenze che un taglio del genere può avere, è presto fatto.  Un bando urgente, quindi, «anche perché, per quanto riguarda il suo espletamento, i primi vincitori andranno in servizio tra due anni».

 

Parlando di risorse, la Gelmini ha sottolineato: «Abbiamo stanziato le stesse risorse disponibili ai tempi del governo Prodi, non sarà necessario chiedere soldi alle famiglie e le spese saranno coperte dalle somme statali». Rispetto alla accuse secondo le quali il governo penalizzerebbe la scuola pubblica in favore di quella privata, replica definendole «semplicemente un non senso»: Per il ministro «pensare che culturalmente da parte del governo ci sia un attacco alla scuola pubblica fa comodo all'opposizione per poter andare in piazza. Lo faccia, ma da parte di questo governo non c'è e non c'è mai stato alcun attacco alla scuola pubblica. Io ritengo che la scuola sia sempre pubblica sia quando si tratta di scuola statale, sia di paritaria».

 



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