BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Prima di parlare di stipendi, diamo i soldi alle scuole che li meritano

Pubblicazione:

Silvio Berlusconi in un cantiere (Ansa). Che sia quello della scuola?  Silvio Berlusconi in un cantiere (Ansa). Che sia quello della scuola?

Anche Norberto Bottani, esplicitamente interrogato sulla questione, ha francamente ammesso nell’ultima conferenza di servizio convocata dall’USR Lombardia che non è nemmeno immaginabile che si possa produrre un miglioramento del sistema grazie a spostamenti di utenza effettuati sulla base della pubblicazione degli esiti di apprendimento. Anche perché i criteri di scelta non sono necessariamente quelli della scuola migliore, ma non di rado quelli della scuola “ben frequentata” o - al polo opposto - della ricerca del diploma facile.

 

D’altra parte, anche la stessa esperienza del sistema della Formazione professionale in Regione Lombardia mi pare dimostri che la teoria della centralità della domanda deve necessariamente intrecciarsi con le necessità della programmazione territoriale dell’offerta formativa.

 

Mi si chiederà allora a che cosa possa servire la pubblicazione degli esiti. Ebbene, ci sono ottime ragioni per farlo. Intanto, come dicevo sopra, senza dubbio è necessario per dare le informazioni necessarie al decisore politico; in secondo luogo, per mettere in condizione gli operatori di compiere l’autoanalisi di istituto in termini comparativi; in terzo luogo, per consentire agli stakeholders (l’utenza, il territorio, le aziende) di selezionare i propri “benchmarking” di riferimento e di proporli alla comunità scolastica; e infine  per fornire le indicazioni opportune per un serio orientamento scolastico e professionale.

 

So bene che sulla questione della “libera scelta” le opinioni sono divaricate e il dibattito - lo abbiamo sperimentato - torna sempre al punto di partenza, ma spero non sia necessario concordare sul medesimo modello ideale se si arriva a proporre soluzioni concrete non troppo dissimili, anche per riuscire a spezzare un fronte conservatore che è  vasto e composito, rigorosamente “bipartisan”.

 

A proposito. Si può per favore spiegare ai nostri politici che vanno in TV che le scuole in Italia non sono divise tra “pubbliche” e “libere” ma tra “statali” e “paritarie” comunque tutte pubbliche? L’opinione pubblica è già abbastanza disorientata!



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.