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UNIVERSITA’/ Per farla funzionare "torniamo" al medioevo...

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Il compito di dettare l’agenda dei lavori è stato affidato al primo relatore del mattino, il Prof. Giorgio Vittadini dell’università di Milano Bicocca. Dopo aver tracciato il quadro sullo stato dell’arte del nostro sistema universitario, Vittadini ha proposto agli altri relatori di pronunciarsi riguardo ad alcuni temi prioritari:
1. Il primato della persona. L’università non può dimenticare lo scopo per cui esiste, cioè la generazione di un soggetto critico e consapevole, capace di cultura e di storia. “Quanto più avremo presente questo scopo” - dice Vittadini - “tanto più saremo in grado di disegnare regole di funzionamento dell’università funzionali al futuro delle giovani generazioni e del Paese”.
2. Il finanziamento dell’università e della ricerca è un investimento e non una spesa. Occorre cambiare mentalità al riguardo e assicurare, in forza di questa consapevolezza, finanziamenti crescenti al sistema. Inoltre, per garantire una spesa più efficace occorre passare dal finanziamento dell'offerta a quello della domanda e mettere così gli studenti nelle condizioni reali di poter scegliere liberamente dove andare a studiare. In questo modo si potrebbe anche innescare una sana competizione tra le università.
3. Internazionalizzazione: se c’è la cosiddetta fuga dei cervelli vuol dire che le nostre università - con buona pace di tutti - sono in grado di formare persone preparate e critiche, capaci di ottenere ottimi risultati nel campo della ricerca. Il problema non è tanto che i giovani italiani vadano anche all'estero, ma piuttosto come far sì che il flusso di scambio con l’estero di giovani brillanti sia positivo per l’Italia.



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