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SCUOLA/ L’attacco di Berlusconi alle statali fa solo male alle paritarie

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Addirittura, dopo il danno del taglio per le scuole paritarie previsto nella legge di stabilità 2011, pari a 258 milioni di euro sul capitolo di spesa che originariamente ne prevedeva 539, ora si aggiunge la beffa di vedere in pericolo, a causa dell’allungamento dei tempi della vendita delle frequenze televisive del digitale terrestre, anche l’erogazione dei 245 milioni recuperati a seguito delle veementi proteste di scuole e associazioni.
Il ministro Romani, infatti, ha presentato al Consiglio di Stato un quesito con il quale si chiede se sia lecito ammettere alla gara un concorrente extra Ue (come il gruppo Sky), col risultato di bloccare ogni procedura. L’incasso previsto di 2 miliardi e 400mila euro (tra cui sono i 245 milioni per le paritarie), così, è ben lontano dal verificarsi, e il ministro dell’Economia ha deciso allora - per correre ai ripari - di effettuare un ulteriore taglio del 10% su tutti i capitoli di spesa già stanziati per il 2011, riducendo il fondo per le paritarie da 281 a 252 milioni di euro. Un taglio complessivo, in definitiva, pari al 55% circa! Sarebbe questo il Governo che toglie i fondi alla scuola “pubblica” per darli alla scuola “privata”?
Per capire bene di cosa stiamo parlando, occorre mettere a fuoco le proporzioni dei fondi destinati ad oggi all’istruzione: 45 miliardi di euro per la scuola statale; 252 milioni per le paritarie; lo 0,6% circa, a fronte di una popolazione scolastica del 12% sul totale! Non sarà inopportuno, inoltre, citare il recentissimo comunicato del ministro Gelmini, col quale si informa che “nell’anno scolastico 2010/2011, il Miur ha incrementato di 685 milioni di euro le risorse a disposizione delle scuole statali: +223 milioni per il funzionamento, +41 milioni per gli straordinari resi dai docenti per le supplenze, +191 milioni per il miglioramento dell’offerta formativa, 230 milioni di finanziamento straordinario per debiti precedenti”. In particolare, “il fondo di funzionamento delle scuole sale a 774 milioni di euro, rappresentando il massimo storico mai raggiunto negli ultimi quattro anni”.
Siamo solo contenti che per l’istruzione siano messe a disposizione risorse maggiori, così come siamo altrettanto certi che la scuola statale ne abbia bisogno per funzionare bene. Non ci si venga a raccontare, però, che le scuole “private” sottraggono fondi alla scuola “pubblica”, perché è una “balla” che non sta né in cielo né in terra!
Quello che vogliamo per il nostro paese e per il nostro popolo, è una scuola che funzioni bene, statale e non statale insieme (meglio se autonoma e basta), e perché ciò accada sono necessarie anche risorse finanziarie adeguate. Quelle che, oggi più che mai, mancano proprio alle scuole paritarie.



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COMMENTI
20/04/2011 - dal 1948 "si ragiona con calma" (attilio sangiani)

E'dal 1948, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, con l'art.33 e l'inciso "senza oneri per lo Stato", che "si ragiona con calma". Tanta calma che siamo ancora sul piede di partenza. Finalmente un politico,che gli Italiani hanno più volte "fiduciato" al Governo (gli italiani elettori,cioè i detentori della sovranità popolare, art.1 Costituzione)si mobilita con gli stessi argomenti di sempre: "diritto-dovere dei genitori di...educare", "diritto di scegliere la scuola preferita dai genitori-educatori", "l'inciso 'senza oneri per lo Stato' non significa che lo Stato non possa realizzare la parità anche economica tra le scuole pubbliche, statali e non statali, perchè questa parità, essenziale al diritto di educare, non comporta maggiori oneri per lo Stato. Infatti senza le scuole paritarie lo Stato dovrebbe sostenere maggiori oneri, non minori". E così via. Cosa si è ottenuto con la "calma"? NIENTE. Svegliatevi cari amici. Liberatevi dall'antibelusconismo viscerale che ammporba la vita politica italiana, dal 1994. A meno che l'autore dell'articolo ed i lettori che lo hanno applaudito non siano, poi, così convinti della causa che dicono di servire.

 
20/04/2011 - Mai così opportuno (emilio molinari)

Mai così opportuno e condivisibile il suo intervento: da tempo sostengo che lo scontro continuo non permette di ragionare con calma e spirito costruttivo sulla scuola in Italia. La contrapposizione tra i difensori della scuola pubblica, perchè "pubblico è bello" di per sè, e i sostenitori della "privata", perchè più "libera" ( ma da che?), impedisce di uscire dalle nebbie in cui da troppo tempo siamo immersi. Invece di ricordare che siamo la sola nazione europea senza un sistema di valutazione dei docenti (tutti) cui affidiamo i nostri figli, in cui la rendicontazione costante dei servizi di utilità sociale è pura petizione di principio, dovremmo sempre dividerci in nome di schieramenti politici contrapposti? Forse è ora di dire "basta" anche agli estremismi verbali non giustificabili certo per le prossime scadenze elettorali.

 
19/04/2011 - Complimenti (sabina moscatelli)

per la Sua ottima analisi. Era davvero ora che qualcuno prendesse una posizione chiara e netta. Da insegnante di scuola paritaria (e madre di due figli che la frequentano e in passato io stessa studentessa di scuole paritarie e dell'Università Cattolica) faccio i conti quotidianamente con l'astio gratuito che gran parte degli italiani nutre verso le scuole private. Queste sortite non fanno altro che confondere le carte in tavola, alimentando l'insensato pregiudizio che nasce dalla non conoscenza della nostra realtà di docenti e genitori. Grazie.