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Educazione

UNIVERSITA’/ Gelmini: libertà agli atenei, ma nessuno sconto sugli sprechi

Governance, diritto allo studio, riforma dell’Anvur, internazionalizzazione, università telematiche. MARIASTELLA GELMINI fa il punto sulla riforma

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Governance, diritto allo studio, riforma dell’Anvur, internazionalizzazione, università telematiche. Il ministro Gelmini, in questa intervista a ilsussidiario.net fa il punto sullo stato della «sua» riforma dell’università e assicura il rispetto dei tempi. Ma lancia anche qualche monito. Gli statuti?  «La legge lascia un’ampia libertà agli atenei, è chiaro che questa libertà non può essere confusa con uno strumento per stravolgere i principi generali della riforma». E poi i soldi. A decidere chi li avrà sarà l’Anvur, la nuova agenzia di valutazione. «È il cuore della riforma», dice il ministro. «Così taglieremo sprechi e inefficienze». Infine, il Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti, che da ora in poi avviene nelle università. I tempi? «Partiremo col prossimo anno accademico».

Ministro, come vede in linea generale la situazione del processo di riforma dell’università a 4 mesi dalla legge?

Tutto procede per il meglio e non ci sono problemi che mi preoccupano particolarmente. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a lavorare per completare l’attuazione della riforma entro sei mesi dall’entrata in vigore. Credo che riusciremo a rispettare i tempi. A fine gennaio abbiamo portato in Consiglio dei ministri il regolamento sull’abilitazione scientifica nazionale per professori associati e ordinari, indispensabile per avviare le procedure di abilitazione e di chiamata. Sei provvedimenti attuativi sono stati già firmati e sono anche stati definiti gli schemi di due decreti legislativi da sottoporre al Cdm, riguardanti la contabilità economico-patrimoniale delle università e i presupposti per la dichiarazione di dissesto finanziario degli atenei.

Durante il concitato dibattito che ha preceduto l’approvazione della legge, il tema della governance è stato uno dei più controversi. In molti atenei ferve l’attività per la revisione degli Statuti: sembra però che ci siano forze che vorrebbero aggirare la legge di riforma in una logica gattopardesca “cambiar tutto affinché nulla cambi”. Prevarranno spinte conservatrici?