BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Cosa vuol dire trasmettere ai nostri allievi la poesia dei "grandi"?

Pubblicazione:

In classe  In classe

Tuttavia è la fedeltà, la durata, la tenuta che scandisce il progredire verso la maturità.
L’uomo cresce nel faticoso esercizio della routine, come su un terreno aspro e fertile: restare, perseverare nella scarna, ostile, grigia realtà fino a quando essa non scopra al fedele e al paziente il suo volto intimo. Questo è arduo. Hic labor” scrive Hans Urs Von Balthasar.
La pazienza del passero di Pascoli guadagna il mondo, perché conosce la gioia della rinascita, mentre la rondine gitana ripete i canti esotici che ha imparato ma non sa la gioia “della neve, il giorno che dimoia”.
Tantae molis erat Romanam condere gentem (Eneide, I, 33, “tanto costava fondare la gente romana”);  Tantae molis erat se ipsam cognoscere mentem (“tanto costava alla mente conoscere sé”), parafrasa Hegel.
Ora più che mai, qui, su l’arida schiena del mondo, ove l’unica ginestra che risplende e profuma non è più accolta come segno, ma piccola oasi di sentimento in un inferno senza significato, è necessario, com’è stato per san Benedetto, che l’eroico diventi quotidiano e il quotidiano eroico.
Interpreto così il mio compito di adulto e insegnante.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
02/04/2011 - grazie a Dio (alcide gazzoli)

Bello. Complimenti prof., grazie a Dio c'è un insegnante in Italia. Il che non è poco, a modestissimo parere di un padre di 3 giovani.