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SCUOLA/ Dalle discipline alle competenze, vademecum per non "tradire" gli allievi

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In classe (foto d'archivio)  In classe (foto d'archivio)

Per una certificazione “onesta” - L’azione di certificazione rappresenta un’azione complessa, tesa a soddisfare i seguenti criteri: la comprensibilità del linguaggio, che deve riferirsi - in forma narrativa e non quindi con linguaggi stereotipati - a locuzioni e sintagmi che consentano ai diversi attori di visualizzare le competenze; l’attribuibilità delle competenze al soggetto con specificazione delle evidenze che consentano di contestualizzare la competenza entro processi reali in cui egli è coinvolto insieme ad altri attori; la validità del metodi adottati nella valutazione e validazione delle competenze stesse, con specificazione del loro livello di padronanza.
Un certificato siffatto necessita di una raccolta dei prodotti più significativi realizzati dalla persona valutata. Si tratta del portfolio, ovvero una  raccolta significativa dei lavori dell’allievo che racconta la storia del suo impegno, del suo rendimento e del suo progresso. Consente di capire la storia della crescita e dello sviluppo di una persona corredandola con materiali che permettono di comprendere “che cosa è avvenuto” lungo il percorso formativo. È elaborato dall’allievo che è chiamato a scegliere i lavori di cui va più orgoglioso, accanto a quelli che, d’intesa con i docenti, risultano significativi al fine di documentare i suoi progressi nell’apprendimento. Tra i lavori documentabili vi sono anche quelli realizzati in alternanza. Possono essere rilevanti anche gite, tornei, eventi purché gestiti in chiave formativa.

La certificazione - riferita ad ogni studente e svolta dall’intera équipe dei docenti-formatori - si svolge nei seguenti modi:
1. si riportano le competenze indicate in ciascuna delle rubriche e corrispondente Uda;
2. si indicano le situazioni di apprendimento più significative traendole dal portfolio e dall’attività didattica;
3. si attribuisce il livello della competenza (se positivo), specificandone il grado ed eventualmente altre informazioni utili, sotto forma di note.

La certificazione è onesta quando il consiglio di classe evita la tentazione di “barare” trasponendo i voti delle discipline sotto l’elenco delle competenze, ma indica effettivamente le prove reali ed adeguate della padronanza dello studente, ovvero ciò che sa fare con ciò che sa. In questo modo il giudizio risulta fondato ed attendibile, ed indica la capacità della persona di fronteggiare in modo adeguato i compiti e i problemi che sono propri del suo ambito di studio, oltre che della cittadinanza intesa in senso lato.

La formazione di persone competenti rientra nel più ampio compiti educativo della società. Hannah Arendt ha espresso nel testo Vita Activa una definizione assolutamente convincente circa tale compito: «Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità». (4 - fine)



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COMMENTI
21/04/2011 - capitalizzare l'esperienza (enrico maranzana)

“È quindi indispensabile che la valutazione segua una didattica per competenze .. insieme di occasioni che consentono allo studente di entrare in un rapporto personale con il sapere, affrontando compiti che conducono a prodotti”. SE la valutazione deve seguire una didattica per competenze ALLORA, ancora più importante, il lavoro di classe deve essere ad esse orientato e incidere sulla progettazione delle occasioni d’apprendimento. Essa implica un processo che inizia con l’individuazione delle capacità da promuovere, prosegue con la scelta di situazioni atte al loro esercizio, si conclude con l’ideazione del compiti in grado di sollecitare i comportamenti produttivi voluti, modifiche in linea con quanto prospettato in un Suo precedente intervento. Il cambiamento del servizio scolastico derivante da tale approccio avrebbe dovuto prodursi più di quarant’anni fa, quando l’insegnamento per competenze fece la sua comparsa: è essenziale e prioritario individuare e rimuovere gli ostacoli che si sono frapposti all’innovazione.