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SCUOLA/ La grammatica dei test Invalsi? Ecco come fa lavorare il cervello

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I test Invalsi? basta usare la testa (foto d'archivio)  I test Invalsi? basta usare la testa (foto d'archivio)

Del resto, nella linguistica ormai da un buon secolo è in atto un mutamento sostanzioso: il Quadro ne prende atto là dove riconosce, seppur in modo molto cauto e moderato, che esiste “una pluralità di modelli teorici a cui si fa riferimento per la descrizione delle lingue” (vengono citati: Renzi-Salvi-Cardinaletti 2001, Prandi 2006, Serianni 2006, Schwarze 2009) “e di conseguenza per l’insegnamento della grammatica” (si fa riferimento alla grammatica valenziale e ai numerosi lavori di Sabatini). La cautela è determinata dalla varietà degli approcci teorici di cui ancora non pare esistere una sintesi didattica condivisa, ma anche dal sostanziale immobilismo del settore (v. editoria scolastica), fatti che impongono certamente “di fare riferimento, in linea di massima, ai contenuti più condivisi e alla terminologia nota alla maggior parte degli insegnanti e degli studenti”; anche se non ci deve sfuggire il riferimento alla grammatica “valenziale”, modello peraltro diffuso specialmente nel Sud Italia tramite i progetti PON Lingua.
La tabella dei contenuti testati contiene oggetti noti e assodati come l’ortografia, la formazione delle parole, il lessico, la morfologia, la sintassi, ma anche qualche cenno alla pragmatica. Inoltre nella descrizione dei fenomeni grammaticali si dice che verrà utilizzata la terminologia specifica più condivisa nella pratica didattica, ma con l’inciso “ove possibile”. Dove proprio non è possibile un paio di termini nuovi vengono inseriti, non senza un opportuno chiarimento in due note alla tabella.
La prima nota riguarda la “frase minima”, di chiara ascendenza valenziale: “Per frase minima si intende una frase costituita dal verbo e da tutti gli ‘argomenti’ richiesti dal suo significato, esempio: Piove; Il gatto dorme; Il papà compra il giornale; Mia cugina abita a Cagliari; La zia ha regalato la bicicletta al nipote. La frase semplice è costituita da un solo verbo/predicato e da complementi di vario tipo, esempio: Mio zio guarda sempre la televisione in poltrona. L’altra nota riguarda i “connettivi”, nozione derivante dalla linguistica testuale: “Con ‘connettivi’ si indicano le congiunzioni, gli avverbi, le locuzioni avverbiali o di altro genere, alcuni verbi, i segni di interpunzione che hanno la funzione di segnalare legami di coesione. Si utilizza questa denominazione più ampia per identificare una funzione sintattico-testuale e non una categoria lessicale”.



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