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SCUOLA/ Serve una soluzione politica per rompere l’"accerchiamento" dei precari

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Maria Stella Gelmini (Imagoeconomica)  Maria Stella Gelmini (Imagoeconomica)

La class action - Sull’onda della sentenza di Genova, il Codacons ha avviato una class action, lo strumento di difesa dei consumatori previsto dal decreto legislativo 2006/2005, per chiedere la stabilizzazione - tramite assunzione - di 40mila precari della scuola e 12mila dell’università ed un maxi risarcimento di 30mila euro ciascuno per tutti i precari della scuola e professori universitari a contratto. Se l’iniziativa del Codacons dovesse avere successo, per il Miur vi sarebbe l’onere di 1,5 miliardi di euro e l’obbligo contestuale di assumere alcune migliaia di precari.

Cosa fare? - Per rompere l’accerchiamento, la via d’uscita sembra essere una soluzione politica da attivare con un intervento legislativo ad hoc per il reclutamento dei precari. Nell’immediato, come ha annunciato il ministro Gelmini nella risposta all’interpellanza urgente del deputato Russo (Pd), con un’azione amministrativa concordata con il ministero dell’Economia, si potrebbe coprire il maggior numero possibile di posti vacanti, mediante assunzioni in ruolo dalle graduatorie dei docenti e Ata.
Nonostante i tagli di organico, compensati abbondantemente dai pensionamenti, i posti vacanti non vengono coperti interamente con le immissioni in ruolo, decise ogni anno con il contagocce. Negli ultimi due anni vi è stata questa successione di nomine in ruolo: 8mila docenti e 8mila Ata nel 2009-10 per un totale di 16mila assunzioni; 10mila docenti e 6.500 Ata nel 2010-11 per un totale di 16.500 assunzioni. Ma i posti rimasti comunque ancora vacanti sono diverse migliaia. Poiché la retribuzione di precario con nomina annua è uguale a quella di un docente o Ata di prima nomina, l’assunzione in ruolo non avrebbe alcun costo aggiuntivo per il primo anno.
Per evitare che le assunzioni vengano decise per via giudiziaria con spese fuori controllo, è urgente definire azioni adeguate per via amministrativa subito e per via legislativa a seguire.



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COMMENTI
04/04/2011 - D’accordo sulla tesi, ma è ormai impraticabile. (Giuseppe Crippa)

Questo è soltanto uno, e non il più importante, dei problemi ai quali una legislazione puntuale potrebbe mettere efficacemente rimedio, evitando così “abusivi” interventi della magistratura. Ma per legiferare occorre un governo capace (e questo governo a mio giudizio lo è in alcuni ministeri come quello di cui stiamo parlando) ma soprattutto una maggioranza non risicata e soprattutto seria e coesa, e qui mi trattengo a stento dal sogghignare (anzi ormai non mi trattengo neppure più…)