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SCUOLA/ L’equivoco delle competenze fa male a prof e studenti

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

È errato contrapporre la didattica per competenze a quella per discipline; semmai la prima, se bene intesa, contrasta la degenerazione di quest’ultima che consiste nel ridurre il lavoro del’insegnante al trasferimento di una certa quantità di nozioni senza un legame ricercato né con gli studenti né con la realtà, ma neppure con i colleghi. L’insegnamento “impiegatizzato” è divenuto una routine e così la libertà di insegnamento è degenerata nell’automatismo.
L’insegnante non si limita a trasferire le conoscenze, ma è una guida in grado di porre domande, sviluppare strategie per risolvere problemi, portando in tal modo il discente a comprensioni più profonde. I “prodotti” dell’attività degli studenti costituiscono le evidenze di una valutazione attendibile, ovvero basata su prove reali ed adeguate.
Il valore della didattica per competenze è definita dalla seguenti mete formative: formare cittadini consapevoli, autonomi e responsabili; riconoscere gli apprendimenti comunque acquisiti; favorire processi formativi efficaci in grado di mobilitare le capacità ed i talenti dei giovani rendendoli responsabili del proprio cammino formativo; caratterizzare in chiave europea il sistema educativo italiano rendendo possibile la mobilità delle persone nel contesto comunitario; favorire la continuità tra formazione, lavoro e vita sociale lungo tutto il corso della vita; valorizzare la cultura viva del territorio come risorsa per l’apprendimento; consentire una corresponsabilità educativa da parte delle famiglie e della comunità territoriale. (2 - continua)



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COMMENTI
06/04/2011 - "se faccio capisco" (enrico maranzana)

“Occorre precisare che la competenza non è un oggetto né un fattore che possa essere trasferito dall’insegnante al discente. Essa indica in senso proprio la qualità di una persona, che viene riconosciuta quando questa si mostra capace, con prove tangibili e significative, di mobilitare le proprie risorse - abilità e conoscenze - al fine di fronteggiare in modo adeguato i compiti ed i problemi che gli sono affidati”. Asserzione condivisibile che val la pena di approfondire: *Le capacità sono il fondamento della progettazione formativa, educative e dell’istruzione (Bandura, Vygotsky); *Tutti gli insegnamenti, coordinati, devono mirare allo sviluppo delle capacità degli studenti; *Le abilità focalizzano lo stato attuale dei processi d’apprendimento; *l’ideazione (capacità) e il monitoraggio (abilità) dei processi di apprendimento sono due attività distinte, consequenziali. Da tener presente, inoltre, che le competenze sono la sostanza dei processi d’apprendimento la cui velocità evolutiva è inversamente proporzionale allo spazio riservate alla voce dei docenti.