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SCUOLA/ Formazione professionale al palo: riuscirà la Toscana a liberarsi del dirigismo?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Non piccolo errore fanno que’ padri di famiglia/ che non lasciano fare nella fanciullezza il corso della natura/ agl’ingegni dei figlioli e che non lasciano esercitarli/ in quelle facultà che più sono secondo il gusto loro./ Perocché il voler volgerli a quello che non va loro per l’animo/ è un cercar manifestamente che non siano mai eccellenti in cosa nessuna;/ essendo che si vede quasi sempre/ che coloro che non operano secondo la voglia loro/ non fanno molto profitto in qualsivoglia esercizio. (Giorgio Vasari)

Stando all’intervento di Patrizio Bianchi, assessore alla scuola dell’Emilia Romagna, sembra che quel governo regionale stia facendo passi avanti “non puramente marginali” per superare, come ha scritto Marco Lepore, “l’ideologia che vuole costringere i ragazzi a sedere dietro un banco di scuola superiore a dispetto di qualsiasi attitudine o capacità”.
In questi giorni anche in Toscana si sta mettendo a punto, fra riunioni e consultazioni di dirigenti, la configurazione dei trienni di IeFP. Per valutare gli eventuali progressi, va premesso che è proprio in Toscana che si è espressa nel modo forse più radicale la linea politico-culturale avversa alla pari dignità della formazione professionale come modalità di assolvimento dell’obbligo.
Per rendersene conto, basta leggere Le linee guida sull’attuazione dell’obbligo di istruzione in Toscana dell’agosto 2007, che con grande chiarezza si pronunciano sull’obbligo di istruzione: “L’obbligo di istruzione in Toscana sarà obbligo scolastico. La Regione Toscana non si avvarrà della possibilità prevista dalla Finanziaria per l’anno 2007 di fare convenzioni con il Ministero della Pubblica Istruzione per percorsi alternativi alla scuola fino ai 16 anni. La scelta di far assolvere nella scuola, ai ragazzi toscani, l’obbligo d’istruzione fino a 16 anni, è dettata dalla profonda convinzione che è all’interno della scuola che si devono acquisire le competenze di base. L’obiettivo di fondo è portare quanti più ragazzi e ragazze possibile al diploma di maturità; per questo ci dobbiamo impegnare per creare, per tutti, le condizioni migliori per stare bene a scuola, con profitto”.



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