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SCUOLA/ Non c’è bisogno di una rissa sulla didattica, ma di una nuova libertà

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In gioco la scelta responsabile di ogni studente  In gioco la scelta responsabile di ogni studente

Sembra di risentire oggi la voce allora inascoltata di Kierkegaard, le sue affermazioni ripetute sul valore della scelta, fino a scrivere che “la verità è una verità solo quando è una verità per me”. Ineccepibile dunque quanto scrive la Mastrocola nel suo Togliamo il disturbo, ma c’è un altro fattore che bisogna mettere in evidenza per non ridurre la libertà a una pura reazione di fronte alla realtà, e non invece affermarla per quello che è, lo strumento di cui l’uomo naturalmente dispone per realizzarsi. C’è una domanda che Togliamo il disturbo pone e in modo incalzante, ed è la domanda su che cosa o chi educhi alla libertà un giovane di oggi. Non sono adulti, genitori o insegnanti, che incitino i loro figli o i loro studenti ad essere liberi; questo è importante, ma non basta, ed è la realtà a dimostrarlo.
Ci vuole qualcosa in più di adulti sensibili alla libertà, ci vogliono adulti liberi, adulti che scelgono di insegnare o di fare qualsiasi altro lavoro come possibilità per diventare più uomini, adulti che vivono come protagonisti gustandosi ogni cosa della vita. La libertà è educata da una proposta, viceversa senza una proposta fatica ad emergere. E la questione seria di ogni adulto è mantenere entrambi i fattori, proporre il proprio modo di stare di fronte alla realtà e contemporaneamente rivolgersi alla libertà.
Educare è saper stare su questa vertigine. L’ultimo libro di Paola Mastrocola porta dentro il contesto scolastico, ed educativo in senso lato, la domanda non eludibile sulla libertà, e affrontarla è un bene per tutti.



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COMMENTI
11/04/2011 - 10, 100, 1000 libri di Paola Mastrocola (Luigi Gaudio)

A me sembra che né Paola Mastrocola, né, tanto meno, Gianni Mereghetti si riferissero esplicitamente agli studenti liceali. La questione sollevata è una questione diversa, e, paradossalmente, proprio la provocazione di “togliere il disturbo” vuole per contrasto sottolineare il valore dell’insegnamento per tutti, non renderlo elitario o esclusivo. La stessa operazione provocatoria era stata fatta qualche tempo fa da Davide Rondoni, che suggeriva di rendere facoltativo lo studio della letteratura. Il problema è la libertà che uno si gioca nello studio, nella lettura, come in tutto il resto, e non il punto di partenza socio-culturale o la scuola frequentata. E smettiamola di considerare gli alunni dei professionali o delle medie a priori lontani dalla lettura, perché mi è capitato di incontrare tantissimi alunni di professionali lettori appassionati e competenti, anche se non di testi scolastici. Non è infatti giocando al ribasso che si possono conquistare i ragazzi alla lettura, e a tutto il resto. E comunque, se i suoi libri ci fanno dibattere, anche con passione e divergenze, sul senso dello stare a scuola nostro e dei nostri alunni, ben vengano 10, 100, 1000 libri di Paola Mastrocola.