BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Pochi soldi, finta autonomia: e le "competenze" restano a piedi

Pubblicazione:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

Metà del problema sta fuori di noi e riguarda la mancanza di azioni di tipo programmatorio nell’offerta formativa, cui faccia da pendant una canalizzazione un po’ più rigida basata sui risultati nei processi di scolarizzazione precedenti. Ma poiché affrontare questi temi (che sono normali in Svizzera e Germania) vuol dire essere non politicamente corretti, non se ne parla e si preferisce seguire la linea del rinvio delle scelte e della apertura (teorica) delle opportunità. Abbiamo la scuola più democratica e aperta, sul piano teorico, e più classista e inefficiente sul piano pratico.
Ma la programmazione non manca solo nel fissare paletti e regole di accesso ai diversi comparti dell’istruzione, la si ritrova anche nell’apertura di tipologie di istituti e/o indirizzi dove sembra prevalere il principio che fare scuola voglia dire avere un edificio (e avercelo vicino a casa). La Regione recepisce una proposta che viene dalle Province; ma se le Province, a loro volta, concedono tutto ciò che le scuole richiedono, non avremo mai la scuola di qualità. Non ha senso avere gli stessi indirizzi di tecnico tecnologico in scuole che distano 10 km l’una dall’altra. Bisogna accorpare e specializzare. Quella attuale non è concorrenza, è pura demenza costruita su un’idea di scuola basata sulla logica dei mezzi di trasporto. In ognuna di quelle scuole ci sarà una sola sezione per indirizzo, ci saranno cattedre spezzate, docenti che cambiano ogni anno e ci sarà una situazione pessima a livello dei laboratori con tanti tristi ed obsoleti laboratori dappertutto.
È la negazione dei principi che stanno alla base della riforma quando afferma che i percorsi «si realizzano attraverso metodologie finalizzate a sviluppare, con particolare riferimento alle attività e agli insegnamenti di indirizzo, competenze basate sulla didattica di laboratorio, l’analisi e la soluzione dei problemi, il lavoro per progetti; sono orientati alla gestione di processi in contesti organizzati e all’uso di modelli e linguaggi specifici; sono strutturati in modo da favorire un collegamento organico con il mondo del lavoro e delle professioni, compresi il volontariato ed il privato sociale. Stage, tirocini e alternanza scuola lavoro sono strumenti didattici per la realizzazione dei percorsi di studio».



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >