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SCUOLA/ Pochi soldi, finta autonomia: e le "competenze" restano a piedi

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A proposito di alternanza, sembra che non ci si renda conto dei problemi che comporta in termini di organizzazione quando il tessuto produttivo italiano fatto di imprese medio piccole fa sì che si riescano a mandare da 1 a 3 studenti in una stessa azienda (ma la media è 1.5). Ciò comporta un lavoro immane di contatto, ricerca, convenzionamento cui si è aggiunta di recente un’interpretazione di Regione Lombardia che rende obbligatorio per la scuola avere un proprio medico competente. Certo l’alternanza è strategica e chi ci crede lavora duramente per farla crescere.
Ma mi chiedo: al ministero si pensa che questa riforma “epocale” in un contesto in cui sono stati tagliati gli stipendi dei docenti, sono stati tagliati i posti di lavoro, sono stati tagliati i bilanci delle istituzioni scolastiche (la mia ha sempre un credito di 400mila euro), si possa fare a coso zero (anzi a costo negativo) sia sul piano dei finanziamenti sia su quello egli ordinamenti, visto che tutte le innovazioni sono dichiarate facoltative e non vengono previste le riforme di governance su cui potrebbero marciare?
La passione di docenti e dirigenti ha bisogno di gambe e le gambe sono di due tipi: investimenti e riforme in cui non ci sia scritto che ciò che crea problemi organizzativi o stravolge il quieto vivere è facoltativo e deve essere a costo zero.




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