BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ 1. Le prove Invalsi? Non è un test di 4 ore a rovinare il lavoro di ogni giorno

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Nel corso di questa settimana circa 2.250.000 studenti sono impegnati a svolgere le prove di italiano e matematica Invalsi. Sono gli alunni che frequentano la II e V primaria, la I secondaria di primo grado e la II superiore. Penso sia giusto usare il termine “prove” per indicare ciò che è contenuto nei fascicoli su cui sono chiamati a lavorare i nostri figli: si tratta di esercizi, problemi, domande sul testo costruite a partire da quadri di riferimento concettuali ben precisi. Non sostituiscono quelle che i docenti costruiscono ogni giorno per verificare ciò che i propri studenti hanno imparato, la loro capacità di argomentare, giudicare, esprimersi, trovare strade nuove per risolvere problemi. Le prove Invalsi non potranno mai prendere il posto di questo lavoro quotidiano che gli insegnanti svolgono e che gli studenti sono chiamati a fare. Hanno una funzione limitata, ben precisa, non esaustiva.
Perché allora farle? Sono prove che hanno lo scopo di offrire alcuni elementi confrontabili su tutto il territorio nazionale per più di 550.000 studenti per ciascuno dei livelli coinvolti. Sarebbe possibile avere elementi comparabili sulla padronanza della nostra lingua facendo svolgere la “stessa” interrogazione orale a “tutti” i ragazzi, “contemporaneamente”? Possiamo ammettere, almeno come ipotesi di lavoro, che avere questi dati relativamente a tutto il territorio nazionale possa avere una qualche utilità?
Un ragazzo di seconda superiore che con il proprio docente di italiano ha avuto la fortuna di leggere e studiare Shakespeare - lo dicevamo ieri in una trasmissione radiofonica con Paola Mastrocola - non avrà sicuramente avuto alcun problema a svolgere la prova Invalsi. Non sono necessari addestramenti particolari. Occorre “semplicemente” abituare i ragazzi al rigore, all’attenzione ad ogni singola parola, a non trarre conclusioni senza chiedersi il perché. È quello che chiede di fare ogni giorno chi insegna, chi aiuta a capire, a conoscere in profondità, a non rimanere in superficie. Niente a che vedere con quei libretti pieni di esercizi banali e ripetitivi usciti in concomitanza delle prove Invalsi, redatti, magari, dagli stessi autori di sussidiari e libri di testo usati regolarmente dentro le scuole.
È opportuno dare il giusto valore a queste prove, che non sono né la risoluzione né la causa di tutti i problemi. Per farle svolgere gli insegnanti hanno dovuto rinunciare a circa 4 ore di scuola sulle 1000 previste nell’arco di un intero anno scolastico.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
11/05/2011 - GRAZIE (Gianni MEREGHETTI)

Grazie per questo intervento così appassionato e così puntuale, grazie per aver ristabilito il valore delle Prove Invalsi, quello di fornire dei dati per un lavoro urgente di valutazione di quello che si fa quotidianamente a scuola. Sarebbe utile che nelle scuole al posto della dialettica spesso ideologica di questi giorni o degli spauracchi che sono stati presentati si sostituisca un confronto reale su che cosa significhi valutare e come valutare al meglio. Questo si dovrebbe fare, anche per uscire dalla domanda ormai superata "invalsi sì? invalsi no?". Non è questo il problema, ma di fare un passo in avanti, l'Invalsi ha messo a punto un sistema che fornisce dei dati di valutazione, ora bisogna capire come valorizzare la ricchezza e la complessità dell'esperienza che si fa a scuola ogni giorno. Urge fare questo salto, per non ridurre la valutazione ai test Invalsi e per implicare ciò che vive ogni giorno in classe dentro l'avventura della conoscenza.

 
11/05/2011 - Si può sbagliare medicina... (Paolo Fasce)

Il sistema scolastico italiano è davvero ingessato e gran parte dell'opposizione all'INVALSI nasce da una scarsa conoscenza dell'istituto, dei suoi fini, delle metodologie. A volte ci sono scarse conoscenze di ambito statistico e spesso le argomentazioni "contro" sono ingenue, segno che il dibattito non è davvero entrato nelle scuole. Nel dibattito "INVALSI sì, INVALSI no", segnalo due pagine con contributi utili a capire. Quelli pro INVALSI sono stati scritti da me e dal dott. Roberto Ricci. http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/03/28/vivalascuola-76/ http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/04/11/vivalascuola-78/

 
11/05/2011 - 4 ore contro 1000 (Claudio Cereda)

Sarei ancora più radicale; poichè queste 4 ore sono parte di un ordinario e indispensabile lavoro didattico (verifica e confronto con il quadro nazionale) le aumenterei. Intanto abbiamo incominciato e questo è un bene. Hanno protestato i COBAS (penoso Bernocchi) e i teorici della "cultura del birignao" annidati in qualche liceo classico molto in. Non ti curar di lor ... e avanti tutta.

 
11/05/2011 - Osservare "il tutto" non le parti (enrico maranzana)

“Se la tradizione dell’esame di maturità, con la presenza del colloquio orale alla presenza di una commissione esterna, è a mio parere insostituibile .. tuttavia poter disporre di dati esterni comparabili sugli apprendimenti è di cruciale importanza”. L’accertamento della maturità si sviluppa sui programmi presentati dalle singole scuole, di conseguenza manca l’aspetto unificante; le prove Invalsi sono decise centralmente, senza aver preventivamente enunciato le competenze generali oggetto del controllo: anche in questo caso la comparabilità è a incerta. La questione è da affrontare a livello di sistema: si veda in rete “Scuola: un criterio per giudicare l’azione del governo”.