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EDUCAZIONE/ Il segreto del vero maestro? Una stima senza fine

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La consapevolezza (il giudizio) è l’inizio di un cammino di realizzazione di una nuova personalità, non più alla mercè dell’opinione dominante, ma con un volto proprio, certo e dignitoso. Si chiarisce di più il compito dell’insegnante in questo cammino: una magnanimità capace di sorprendersi della presenza dell’altro e capace di svelare ai ragazzi il valore della relazione che esiste nella realtà. Così l’incontro con i contenuti di una disciplina o un procedimento per realizzare un prodotto diventano la strada per dare compimento ad un desiderio di costruzione di nuovo divenuto operante. Il conoscere avviene come la scoperta del legame, intimo, che tiene unite tutte le cose perché l’uomo realizza se stesso come autocoscienza di tutto: la conoscenza è il farsi uno con tutte le cose!

Il recente libro di Paola Mastrocola, che tanto dibattito ha suscitato, è intitolato Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare. Mi permetto di osservare, però, che la libertà è una energia messa in moto da qualcuno che, in rapporto con me, vuole tutto tranne che “togliere il disturbo”. Non si può affrontare il tema della scuola in termini di impegno o esortazione, in termini di voglia o meno di studiare.
Il problema dei ragazzi non è tanto la mancanza di impegno con la realtà: uno nella realtà è sempre immerso. Ciò che viene bloccato è il cammino di conoscenza della realtà in cui si è inevitabilmente immersi. Ciò che viene bloccata è la conoscenza di sé in rapporto con quello che c’è. Ancora una volta è il problema dell’unità dell’esperienza. Una unità desiderata, a partire da una scintilla che ha la forma di qualcuno che si piega su di te: “Dimenticate tutto il resto e ditelo solo a me, ditelo a me come amico” dice nel finale del filmIl discorso del Re il logopedista Lionel al nuovo re Giorgio VI.

“Ciò che si sa o ciò che si ha diventa esperienza se quello che si sa o si ha è qualcosa che viene dato adesso: c’è una mano che la porge ora, c’è un volto che viene avanti ora” (6).
La vera novità didattica, che può dare una nuova forma alla scuola, è in realtà un adulto che, appassionato del destino proprio e di chi gli è affidato, dica: “Maestà… ditelo solo a me”.



(1) Luigi Giussani, L’io rinasce in un incontro (1986/1987), BUR 2010, p. 181
(2) Insegnare a Zaccheo e a Maddalena. I Quaderni di In-presa, p. 24
(3) Joseph Ratzinger, Guardare Cristo, Jaka Book, 1989, p. 57
(4) Emanuele Boffi, Emilia e i suoi ragazzi, Lindau, 2010, p. 158
(5) Dal tema di un ragazzo che frequenta i percorsi personalizzati di aiuto allo studio
(6) Luigi Giussani, inedito, Volantone pasquale, 2011



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