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SCUOLA/ Bottani: le prove Invalsi non possono sostituire le scelte della politica

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Il caso francese - Anche la Francia (per la precisione il ministero francese dell’Educazione) ha organizzato una valutazione nazionale in seconda e in quinta elementare e in seconda media. La contestazione di questa valutazione decisa e imposta dal ministero è stata virulenta ed è stata ampiamente pubblicizzata dai media.
Non è qui il caso di entrare in materia e di dettagliare le critiche. Basta soffermarsi su un punto molto controverso: la data della valutazione fissata dal ministero era metà gennaio. Una parte rilevante delle reazioni riguardava la pertinenza di questa data, in particolare per la quinta elementare. Due gli argomenti che qui meritano di essere segnalati: troppo presto nell’anno scolastico, soltanto dopo un trimestre di scuola, quando appena un terzo del programma scolastico sarebbe stato trattato e i risultati della valutazione non sarebbero stati di nessuna utilità per gli insegnanti.
Più grave, il secondo argomento che si potrebbe catalogare come quello della diffidenza: metà gennaio, in quinta elementare, non è una data anodina. È infatti l’ultimo momento valido per valutare le competenze degli alunni prima che inizi l’operazione delle iscrizioni in prima media, ossia prima che le famiglie scelgano la scuola media preferita e gli insegnanti avallino o meno questa scelta. Una parte della contestazione denunciava l’opacità delle informazioni sull’uso dei risultati: chi li avrebbe visti? Sarebbero stati trasmessi alle scuole medie? Avrebbero servito per manipolare l’orientamento scolastico e la scelta delle famiglie?
Per due anni di fila questo è stato un tema di battaglia feroce contro il ministero, il quale ben si è guardato dal dare risposte trasparenti, inequivocabili. Questo atteggiamento non ha fatto altro che accentuare la virulenza degli attacchi e la diffidenza delle cerchie pedagogiche. La situazione è diventata insostenibile per il ministero, anzi pericolosa per il governo e la maggioranza che lo sostiene. Improvvisamente, proprio in questi giorni, il 12 maggio, il ministro dell’Educazione Luc Chatel ha cambiato registro e ha annunciato che dal prossimo anno la data della valutazione in quinta elementare sarà spostata a più tardi, dopo che sarà stata fatta l’attribuzione della scuola media nella quale inscriversi ed ha annunciato che i risultati del test non saranno connessi in nessun modo alla promozione o alla bocciatura della quinta elementare.
Ciò facendo il ministro ha dato ragione alla contestazione e ha convalidato i sospetti. Le critiche sono state quindi efficaci e ragionevoli. Il ministro ha avuto il coraggio di cambiare idea. Non succede tutti i giorni. Ci sono ancora molte zone d’ombra nella valutazione francese, ma se si fosse taciuto, nulla sarebbe cambiato. Nelle scuole si tollera troppo quel che viene presentato come un prodotto scientifico impeccabile. In Francia per esempio ciò è successo con la valutazione nell’educazione prescolastica. Non sempre gli insegnanti o i genitori hanno ragione, ma succede anche che spesso denunciano errori, difetti, deviazioni impreviste dagli esperti, che si possono e si devono correggere. Vale anche il contrario: non sempre gli esperti hanno ragione, per quanto bravi siano. Spesso sono arroganti e presuntuosi e vendono i loro prodotti, le loro teorie, come se fosse oro colato. Non è in questo modo che deve funzionare la valutazione in una scuola democratica.



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COMMENTI
17/05/2011 - Guardare altrove insegna sempre (Gaetano Nascimbeni)

Grazie a Norberto Bottani per quest'approfondita riflessione. PS. Perchè Maranzana non legge gli articoli prima di commentarli?

 
17/05/2011 - Governare .. non uniformarsi (enrico maranzana)

“Ogni valutazione, di qualsiasi tipo, è un esercizio delicato e complesso”: è vero. E' opportuno però ricordare che la valutazione prende avvio dall’analisi e dalla ponderazione degli scostamenti obiettivi..risultati. Lo scritto muove in altra direzione; se avesse sviluppato l'affermazione di chiusura “Le valutazioni su larga scala sono anche operazioni tecniche-scientifiche molto complesse che esigono una grande competenza professionale e molta abilità organizzativa” avrebbe focalizzate le regole fondanti il sistema educativo, di formazione e istruzione invece di proporre esperienze internazionali. Si veda in rete “Prove Invalsi: un’occasione per ristrutturare la scuola”.