BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Bottani: le prove Invalsi non possono sostituire le scelte della politica

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

Il Naep è diventato poco per volta uno strumento eccezionale per la politica scolastica americana a livello federale. I risultati del Naep sono oggigiorno ampiamente commentati e la politica federale americana non ha esitato a modellare in questo ultimo decennio il Naep per le proprie finalità, suscitando dibattiti virulenti in seno alla comunità scientifica nel campo dell’educazione ed anche nei partiti politici.
Mi sembra che in Italia si tenti di seguire questo modello, ma se ne sottovaluta la complessità. Le dimensioni del sistema scolastico italiano sono pari a quelle della California, uno degli stati più grandi degli Stati Uniti e ciò potrebbe semplificare la valutazione, ma la dimensione è un fattore poco incisivo. Le difficoltà sono identiche quando si valuta su larga scala, oltre un certo ordine di grandezza che potrebbe essere quello di una classe. Peraltro in Italia la situazione si complica moltissimo, perché si esige troppo dalle prove Invalsi in un contesto privo di tradizioni e di risorse scientifiche adeguate. Si vuol ottenere molto con poco. I rischi di questa strategia di valutazione sono enormi.

Conclusione - La valutazione su larga scala in un sistema scolastico è sempre un’operazione politica che riguarda la concentrazione e la diffusione del potere. Per questa ragione, in una società democratica, queste indagini hanno una componente etica, nel senso che devono essere discusse, negoziate con le parti in causa e in modo particolare con quelle più deboli, le meno atte a capire quanto succede ma che ne subiscono gli effetti, come per esempio le famiglie dei ceti poveri, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, il personale Ata, gli studenti. Insomma, l’insieme di coloro che di solito non hanno voce in capitolo. Gli apparati istituzionali sono di per sé attrezzati per farsi sentire, ma non bastano e peraltro difendono i punti di vista di specifici centri di potere anche quando pretendono di parlare a nome della comunità in generale.
Le valutazioni su larga scala sono anche operazioni tecniche-scientifiche molto complesse che esigono una grande competenza professionale e molta abilità organizzativa. L’organizzazione di una valutazione su larga scala richiede molti mezzi, parecchie risorse e una preparazione accurata. La costruzione degli strumenti, in generale dei test e dei questionari, non è una baggianata. Tra le migliaia di domande che si possono porre in un test occorre sceglierne all’incirca un centinaio e per farlo occorrono criteri di scelta che vengono estratti di solito da un quadro di riferimento teorico (il cosiddetto framework) nel quale si illustrano le finalità della valutazione, cosa si vuole valutare, perché e come.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
17/05/2011 - Guardare altrove insegna sempre (Gaetano Nascimbeni)

Grazie a Norberto Bottani per quest'approfondita riflessione. PS. Perchè Maranzana non legge gli articoli prima di commentarli?

 
17/05/2011 - Governare .. non uniformarsi (enrico maranzana)

“Ogni valutazione, di qualsiasi tipo, è un esercizio delicato e complesso”: è vero. E' opportuno però ricordare che la valutazione prende avvio dall’analisi e dalla ponderazione degli scostamenti obiettivi..risultati. Lo scritto muove in altra direzione; se avesse sviluppato l'affermazione di chiusura “Le valutazioni su larga scala sono anche operazioni tecniche-scientifiche molto complesse che esigono una grande competenza professionale e molta abilità organizzativa” avrebbe focalizzate le regole fondanti il sistema educativo, di formazione e istruzione invece di proporre esperienze internazionali. Si veda in rete “Prove Invalsi: un’occasione per ristrutturare la scuola”.