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SCUOLA/ Pagelle di "fine anno": promossi i conti, rimandate le riforme

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Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

2. La seconda sezione contiene una serie di dati e informazioni che il Governo era in passato tenuto a fornire nell’ambito della Relazione sull’economia e la finanza pubblica e, in misura minore, nella Decisione di finanza pubblica. In questa sezione è previsto che siano individuate regole generali sull’evoluzione della spesa delle amministrazioni pubbliche, in linea con l’esigenza, evidenziata in sede europea, di individuare forme efficaci di controllo dell’andamento della spesa pubblica, anche attraverso la fissazione di tetti di spesa.
3. La terza sezione tratteggia lo schema del Programma nazionale di riforma (Pnr), recante gli elementi e le informazioni previsti dai regolamenti dell’Ue e dalle specifiche linee guida per tale Programma.
Il Pnr, che costituisce la più rilevante novità del Def, è un documento strategico che, in coerenza con il Programma di stabilità, definisce gli interventi da adottare per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità delineati dalla nuova Strategia “Europa 2020”.
Il quadro esposto evidenzia un trend di crescita dell’economia italiana meno favorevole rispetto alle previsioni formulate nella Decisione di finanza pubblica presentata a settembre 2010. In particolare, per il 2011 il Pil italiano è stimato crescere ad un tasso dell’1,1 per cento rispetto all’1,3 per cento indicato a settembre.
Una crescita ancora modesta è indicata anche per gli anni 2012 e 2013, in cui il Pil è previsto, rispettivamente, all’1,3 per cento e all’1,5 per cento rispetto al 2 per cento stimato per entrambi gli anni nella Decisione di settembre.
Nel 2014 la crescita dell’economia italiana si attesterebbe all’1,6 per cento. Nel complesso, per il periodo post-crisi 2011-2014, si evidenzia un andamento positivo, in un quadro, tuttavia, di crescita lenta.
Non è pertanto consentito illudersi che queste cifre possano preludere ad una maggiore disponibilità di risorse finanziarie per il settore dell’istruzione, quale che sia il governo di turno, anche se il Pnr sottolinea l’importanza del capitale umano per una crescita duratura e l’impegno conseguente a favorire l’eccellenza e il merito fra i docenti e gli studenti.



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