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SCUOLA/ Berlinguer aveva ragione, solo le paritarie possono "guarire" le statali

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Pubblichiamo l’intervento di Claudio Gentili, direttore Education di Confindustria, al convegno La qualità della scuola pubblica e privata in Italia, che si è tenuto giovedì 28 aprile all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, organizzato dal CRISP (Centro di Ricerca dell’Università degli Studi di Milano Bicocca) e dalla Fondazione per la Sussidiarietà.

La qualità della scuola non statale è inferiore a quella dello Stato, come da alcune parti si sostiene? Il convegno Qualità della scuola Pubblica e Privata in Italia: criteri per un confronto Possibile organizzato oggi a Milano dal Crisp ha dimostrato che questa asserzione è priva di fondamenti. Vero è che ci sono scuole statali eccellenti e scuole statale pessime. E ci sono scuole paritarie con un efficace progetto educativo e significative performance e diplomifici le cui scarse performance in termini di qualità gettano ombra anche sulle molte scuole paritarie che funzionano bene.
La verità - come ha sostenuto Norberto Bottani - è che in Italia su questi temi si è sviluppato un dibattito settario su microcifre, urlando all'untore ogni volta che si pone mano al tema del finanziamento delle scuole non statali. Un libro appena uscito (D. Galbuli, La svolta democratica nell'istruzione italiana. Luigi Gui e la politica scolastica del centro-sinistra (1962-1968)) è da questo punto di vista illuminante. La storia del primo centro-sinistra inciampò in due crisi di governo, entrambe motivate dal tema del ruolo della scuola non statale: nel 1964 il Psi aprì una crisi per i finanziamenti concessi alla scuola non statale. Nel 1966, questa volta provocata da settori della DC, un'altra crisi accompagnò la nascita della scuola dell'infanzia statale.
La stessa legge n. 62 del 2000, che crea il sistema nazionale di istruzione e formazione, risolve solo in parte la questione delle regole per l'esercizio pieno del principio di sussidiarietà in campo educativo. È sempre forte a sinistra la tendenza a identificare tout court pubblico con statale, ma specularmente in opposti settori politici talvolta la sussidiarietà viene concepita come mera esternalizzazione di risorse, senza regole e senza verifiche.
Ecco, il convegno di Milano di oggi è andato a fondo su questo punto. Si tratta di valutare più e meglio tutte le scuole, sia statali che non statali. Il Gruppo Class ha messo a punto per la Fondazione per la Scuola uno strumento (Diametro) che funziona bene, è stato sperimentato in centinaia di scuole ed è efficace per valutare, insieme ai test Pisa e alle prove Invalsi, l'output delle scuole.



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COMMENTI
04/05/2011 - Il metodo della libertà (zen gianni)

Dalle riflessioni di Gentili, altri possibili spunti. Il metodo della libertà, che è il cuore della modernità democratica, non sopporta griglie ideologiche. Quando poi si cita la Costituzione, dovremmo imparare che nessuno ne è difensore autorizzato, perchè la costituzione si difende anzitutto da sola (tant'è che non va nemmeno trattata quasi fosse un feticcio, ma allora, nel 46-47, migliore sintesi di valori alti, mentre oggi avrebbe bisogno di una rinfrescata, ovviamente in meglio: penso alla mancanza tra i principi fondamentali di quello di sussidiarietà....). Quindi va letta non in senso apologetico, ma critico-positivo, quindi oltre la logica schmittiana amico-nemico. Oggi purtroppo di moda. La scuola è figlia della nostra costituzione, dunque casa di tutti. Sicuramente la scuola statale pubblica, ma da Berlinguer in poi anche la scuola paritaria è pubblica. Forse pochi se ne ricordano... Sono queste ultime scuole che non funzionano? Ci vorrebbe un sistema di valutazione, che oggi non c'è, perchè anche alcune scuole statali e alcuni docenti non funzionano nelle statali. Conta quindi la qualità della scuola, anzitutto. E lo Stato deve puntare su questo, a partire dalle proprie scuole, ma non avendo timore, con regole chiare ed un sistema di valutazione misto, delle scuole paritarie. Pari dignità, non giudizi ideologici. E' la persona il diritto sussistente, non lo Stato.

 
04/05/2011 - scuole pubbliche statali e paritarie (zen gianni)

Condivido in pieno le riflessioni di Claudio Gentili, come sempre informate e puntuali.