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SCUOLA/ Berlinguer aveva ragione, solo le paritarie possono "guarire" le statali

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Ciò che invece rimane controverso è il ruolo della scuola non statale o paritaria nel nostro sistema nazionale di istruzione, più alla radice la possibilità di una reale integrazione pubblico-privato nel sistema dell’istruzione. Una peculiarità tutta italiana, dal momento che nella maggioranza degli altri paesi il ruolo pubblico delle scuole non statali è da tempo riconosciuto.
Un secondo indispensabile riferimento normativo è il decreto legislativo n.112 del 1998 che, dando attuazione alla prima legge Bassanini (n. 59/1997) conferisce funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli Enti locali. Nel delegare alcuni poteri dello Stato, l’articolo 138, comma 1, lettera E attribuisce alle Regioni la corresponsione dei contributi alle scuole non statali. Tutto ciò non abolisce o sostituisce i tipi di sussidi già previsti ma implica che, a valle, lo Stato (delegante) sia considerato titolare legittimo della funzione di contribuire alle scuole non statali; a monte che tale funzione non sia ritenuta incompatibile con il dettato costituzionale, avvalorando, quanto meno, la tesi dell’ammissibilità dei finanziamenti facoltativi.
Il terzo riferimento è la legge n. 62/2000 che, come noto, ha due caratteristiche: da un lato riconosce direttamente la scuola paritaria, dall’altro riconosce solo indirettamente il diritto alle famiglie di avere sussidi per l’esercizio della libertà di scelta, che sono vincolati alla disponibilità di fondi e alla discrezionalità dei decisori.
Nella sostanza, dunque, nel nostro sistema giuridico quella normata è una parità in mezzo al guado. E ciò a causa del soffocante statalismo che caratterizza il nostro Paese. Sui limiti dello statalismo Don Sturzo ha scritto pagine insuperate che andrebbero rilette oggi proprio perché la scuola cui tutti aspiriamo è la scuola della res publica, cioè della cosa pubblica. La liberazione dallo statalismo è un problema anche delle scuole statali, così come lo sono una reale autonomia scolastica, predicata ma non sempre effettivamente attuata, e la sussidiarietà, che in alcune Regioni (penso alla Lombardia e al Veneto) si sta già realizzando.
Penso a quanto è stato fatto in tema di formazione professionale, ai corsi triennali e quadriennali avviati in alcune Regioni; all’intesa del 27 settembre 2010 che la Regione Lombardia ha siglato sull’apprendistato insieme al ministero dell’Istruzione e del Lavoro; penso, in sostanza, all’esigenza di ricominciare a far diventare la politica l’esercizio di organizzazione della speranza e non più l’esercizio della difesa delle paure.



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COMMENTI
04/05/2011 - Il metodo della libertà (zen gianni)

Dalle riflessioni di Gentili, altri possibili spunti. Il metodo della libertà, che è il cuore della modernità democratica, non sopporta griglie ideologiche. Quando poi si cita la Costituzione, dovremmo imparare che nessuno ne è difensore autorizzato, perchè la costituzione si difende anzitutto da sola (tant'è che non va nemmeno trattata quasi fosse un feticcio, ma allora, nel 46-47, migliore sintesi di valori alti, mentre oggi avrebbe bisogno di una rinfrescata, ovviamente in meglio: penso alla mancanza tra i principi fondamentali di quello di sussidiarietà....). Quindi va letta non in senso apologetico, ma critico-positivo, quindi oltre la logica schmittiana amico-nemico. Oggi purtroppo di moda. La scuola è figlia della nostra costituzione, dunque casa di tutti. Sicuramente la scuola statale pubblica, ma da Berlinguer in poi anche la scuola paritaria è pubblica. Forse pochi se ne ricordano... Sono queste ultime scuole che non funzionano? Ci vorrebbe un sistema di valutazione, che oggi non c'è, perchè anche alcune scuole statali e alcuni docenti non funzionano nelle statali. Conta quindi la qualità della scuola, anzitutto. E lo Stato deve puntare su questo, a partire dalle proprie scuole, ma non avendo timore, con regole chiare ed un sistema di valutazione misto, delle scuole paritarie. Pari dignità, non giudizi ideologici. E' la persona il diritto sussistente, non lo Stato.

 
04/05/2011 - scuole pubbliche statali e paritarie (zen gianni)

Condivido in pieno le riflessioni di Claudio Gentili, come sempre informate e puntuali.