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SCUOLA/ Fa più paura l’Invalsi o Virginia Woolf?

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Le prove Invalsi vanno riconosciute nella loro valenza misurativa, nel discreto rigore scientifico della loro costruzione e dell’elaborazione dei dati. Contemporaneamente possono essere sdoganate dal giudizio di essere strumenti sadici, superiori alle capacità degli alunni o, peggio, non calibrati e quindi frustranti.

Si può certamente muovere degli appunti ai singoli item delle prove nonché, ad esempio, chiedersi la ragione per la quale nei test di italiano la grammatica venga testata in una sezione specifica, anziché essere inserita nella parte relativa alla comprensione. Molti potrebbero sollevare questioni. Ma si può evitare che gli eventuali “limiti” dei test diventino la ragione per mascherare paure degli addetti ai lavori e/o per sovrastimare il potere valutativo assoluto dei test stessi.

Senza lo spauracchio dell’esame senza appello gli alunni possono dare più di quanto si chieda loro. I test dell’Invalsi sono delle prove che vanno a sondare apprendimenti, importanti sì, ma “alcuni” apprendimenti. Gli esiti di tali prove possono servire agli alunni per conoscere meglio il punto del percorso in cui essi si collocano.

Sono prove, non sentenze inappellabili. Sereni su questo, insegnanti, alunni e famiglie.



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COMMENTI
26/05/2011 - Invalsi: diagnostica in eccesso ma nessuna terapia (Vincenzo Pascuzzi)

.... Se le conclusioni Invalsi-Accademia della Crusca (su un campione Istat) sono valide (e lo sono, fino a che qualcuno non dimostra il contrario!), sorgono due domande: 1) come è possibile che i 2/3 dei maturati dai licei (dai licei!) non sappiano scrivere? e 2) quali provvedimenti hanno adottato o stanno attuando governo e Miur per porre rimedio a questa situazione? La risposta alla 1a domanda può essere: la causa va ricercata nella inefficienza dell’interazione didattica (unita allo scarso studio da parte dei ragazzi) cui si aggiungono valutazioni troppo benevole e condiscendenti e sufficienze non dovute, cioè gli alunni vengono promossi (anno per anno e anche all’esame finale) pur non meritandolo. Ciò accade perché le scuole sono nella condizione di non poter bocciare oltre un certo limite (3). Questa situazione si riscontra per una percentuale spaventosa di alunni, è insieme causa ed effetto dell’abbassamento dei livelli di istruzione, ha prodotto una assuefazione occultata con la quale convive (rassegnato e costretto?) il nostro sistema scuola. La 2a domanda non ha risposta. Cioè governo e Miur non stanno facendo nulla, anzi stanno riducendo le risorse e vanno perciò nella direzione diametralmente opposta. In particolare, non risultano azioni volte alla riduzione della dispersione scolastica. Se si riducesse la dispersione, tutto il sistema scuola ne ricaverebbe vantaggio e sollievo. .... leggi tutto: http://www.orizzontescuola.it/node/16305