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SCUOLA/ Svelato il mistero di quei ragazzi che "perdono tempo" all'istituto tecnico

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Seconda dimensione: l’“alleanza”. I più fortunati tra quel 18 o 20% di ragazzi che scappano da scuola trovano un luogo - il lavoro - in cui “farsi le ossa”. La scuola non è quindi l’unico contesto in cui per larghe fasce di giovani accade l’istruzione e l’educazione (“farsi le ossa” vuol dire questo: imparare cose e diventare grandi...). Non è l’unico e probabilmente non è il più adatto a tutti, o a tutti i momenti della vita. In ogni caso coesiste, nell’esperienza di tanti, con altro.

Però, rispetto ad altri contesti, è forse l’unico (insieme ai genitori) che ha come funzione pubblica e come “oggetto sociale” quello di istruire ed educare. Ed è sicuramente il punto che è in grado di rendere istituzionale un’alleanza, una collaborazione, un reciproco riconoscimento del compito educativo proprio dell’istruzione, del lavoro, dello sport, del volontariato, ecc.

Fino ad oggi, mi sembra che la scuola abbia cercato di respingere queste dimensioni o di annetterle. Forse è venuto il momento di “federarle”. Altrimenti con tutta probabilità per molti anni a venire, sui Rapporti Istat leggeremo numeri sempre più sconfortanti.

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COMMENTI
30/05/2011 - amaro lascito del marxismo (attilio sangiani)

Mentre insegnavo Diritto ed Economia all'ITC alcuni allievi avevano ottenuto di fare "stages" in banche, durante le vacanze. I sindacati, allora unitari sotto l'egida della Cgil fecero cessare questa "alleanza" con il mondo del lavoro, con il pretesto da "lotta di classe" dello "sfruttamento". La stessa Ggil ed il Pci si opposero srenuamente a consentire l'assolvimento dell'obbligo scolastico nelle scuole professionali, passate alle Regioni. E dire che la pedagogia marxista, in teoria, prevederebbe il lavoro manuale e intellettuale associato al primo, come fattore decisivo nelle crescita dell'uomo. Però prevaleva la fissazione ideologica dello "sfuttamento", sempre e comunque. Cordialmente, as