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MATURITA’ 2011/ Prova di italiano, ecco il "filo rosso" tra le tipologie

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Studenti al lavoro (Immagine d'archivio)  Studenti al lavoro (Immagine d'archivio)

Tipologia B: saggio breve o articolo di giornale - Più rischiosa risulta la scelta della tipologia B (saggio breve o articolo di giornale), essenzialmente per due motivi. 1. Non esiste una definizione oggettiva e univoca di che cosa sia un “saggio breve” e di quali debbano essere le caratteristiche anche formali alle quali esso debba attenersi: ciascun docente, o gruppo di materia, ha stabilito proprie caratteristiche, spesso molto diverse, se non opposte tra loro (citazioni dirette dai documenti sì/ citazioni dirette dai documenti no; bibliografia citata sì/ bibliografia citata no; aggiunta di nuovi dati da parte dello studente sì/ aggiunta di nuovi dati da parte dello studente no); non è detto che chi correggerrà la prova abbia l’elasticità mentale di accettare senza penalizzazioni nella valutazione un testo non redatto secondo regole da lui ritenute imprescindibili.

Il problema può essere evitato se l’insegnante di italiano della classe, che quest’anno dovrà correggere lui le prime prove (ma non da solo!), avrà precisato preventivamente nelle sedi opportune (Documento di classe) come ha insegnato ai propri studenti a realizzare tale tipologia testuale.

2. I documenti ed il loro uso. Non sempre esiste o è facile ricostruire il filo logico che lega la documentazione fornita; quello che è certo è che su di essa non va operato il “copia e incolla” per realizzare un terzo nuovo testo (l’elaborato dello studente). La documentazione viene data perché si ritiene, giustamente, che lo studente non possa essere un tuttologo, e che quindi sulle questioni poste abbia bisogno di dati ed elementi di riflessione, che però tali devono rimanere: lo scritto dello studente deve avere una propria autonomia contenutistica, che solo attraverso la riflessione e la rielaborazione personale si possono ottenere.

Qualora si scelga la tipologia B, occorre ricordare che è necessario: a. precisare se si è scelto il saggio breve o l’articolo di giornale; b. assegnare al proprio eleborato un titolo ed una destinazione editoriale. Quest’ultima non è di secondaria importanza, perché in base ad essa andrà scelto e calibrato il lessico: se, ad esempio, la destinazione editoriale prescelta è “rivista divulgativa”, non potranno comparire nello scritto termini troppo tecnici o specialistici, anche se lo scrivente ne conosce perfettamente il significato, perché non sarebbero adeguati al livello di conoscenze del lettore medio di una rivista divulgativa (cioè a quello che, in termini narratologici, si chiama “il destinatario” del testo). c. Nel caso si sia scelto l’articolo di giornale, creare una notizia di cronaca, di qualsiasi colore, che dia senso all’esistenza di un articolo di giornale.



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