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MATURITA’ 2011/ Prova di italiano, ecco il "filo rosso" tra le tipologie

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Studenti al lavoro (Immagine d'archivio)  Studenti al lavoro (Immagine d'archivio)

Tipologia C: tema storico - La tipologia C (tema di argomento storico) è in genere la meno facile di tutte, e può essere scelta se si ha chiaro che il tema storico non vuole verificare le conoscenze storiche (date per scontate), ma la capacità di sostenere o confutare una determinata tesi storiografica: è dunque cosa ben diversa dallo sciorinare nomi, date, fatti, e richiede capacità argomentative e conoscenze non soltanto di ambito storico, ma anche filosofico, politico e giuridico. L’errore principale da evitare è insomma quello di dire: conosco bene l’argomento (ad esempio perché, per citare un caso frequente, è l’oggetto della mia tesina); scrivo tutto quello che so e sono a posto. Ma nel tema di storia (come peraltro in tutte le altre tipologie) non bisogna scrivere tutto ciò che si sa, ma ciò che viene richiesto dalla traccia, la quale contiene sempre, in maniera esplicita o implicita, delle domande, cui il testo dello studente deve rispondere. La difficoltà è capire (ma, ripeto, questo vale per tutte e quattro le tipologie) riguardo a che cosa ci viene chiesto di dire.

Tipologia D: tema generale - La scelta della tipologia D (tema di ordine generale) non presenta particolari controindicazioni, se non quella di evitare che si tratti di una scelta residuale (“non saprei quale altra traccia scegliere”): si opti per essa soltanto se si ha veramente qualcosa di personale o autentico da dire, soprattutto se la traccia dovesse vertere su macro-temi nei quali è facile cadere nei luoghi comuni (pace, diritti umani, globalizzazione, ecc.).

La stesura dello scritto è senz’altro il momento più impegnativo e lungo: si dovrà fare tesoro di tutto quanto si è imparato sull’arte della scrittura nel corso della propria carriera scolastica, a cominciare dall’ortografia...  È sempre consigliabile procedere per periodi brevi, e soprattutto collegati in maniera logica e chiara tra di loro, in modo che chi legge possa ricostruire con facilità il “filo del discorso” (quello che noi insegnanti chiamiamo la coerenza del testo). Per riuscire ad ottenere ciò, è indispensabile, prima di gettarsi nella scrittura, costruirsi uno schema, o scaletta, o mappa concettuale che dir si voglia, di quello che si intende dire.

Terminata la prima stesura, è bene aspettare qualche minuto prima di rileggere per la successiva copiatura in bella copia, in modo da distaccarsi, per quanto possibile, dal testo e poterne poi cogliere gli eventuali errori. Nella copiatura in bella occorre ricordare che anche l’aspetto della pagina ha la sua importanza per chi legge-corregge, perché l’ordine grafico (grafia e paragrafazione) è indice di ordine mentale.

Infine, prima della consegna, un piccolo test di auto-valutazione: sono riuscito ad esprimere in maniera chiara quello che avevo in mente di dire? Ho detto tutto e solo ciò che è necessario a “farmi capire”?

Buon lavoro e, perché no, buon divertimento (scrivere è una gran bella attività!)!



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