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SCUOLA/ Scrima (Cisl): i precari? Prima svuotiamo le graduatorie, il concorso viene dopo

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Precari in piazza (Ansa)  Precari in piazza (Ansa)

Il nostro impegno in questi giorni è rivolto prioritariamente alla stabilizzazione del lavoro nella scuola, per dare così risposte immediate a chi vive un’insostenibile condizione di precarietà; è un impegno condotto con determinazione, ma nella consapevolezza di quanto sia drammatica la sproporzione esistente fra una smisurata domanda di lavoro e un’offerta oggettivamente limitata. Una realtà rispetto alla quale il pur doveroso dibattito sui modelli di reclutamento non appare in grado di fornire risposte decisive.

Né il turn over, né la rinuncia - pur necessaria - a tagliare indiscriminatamente posti, potranno aprire rapidamente le porte a tutti quelli che pure avrebbero serie competenze e aspirazioni per varcarle. Diventa allora indispensabile, oltre che ragionare di reclutamento dei docenti, esplorare altre prospettive, che portino alla creazione di nuovi spazi occupazionali, ampliando l’area di quelle opportunità che oggi il solo sistema scolastico non può essere in grado di offrire.



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COMMENTI
04/05/2011 - concorsi e graduatorie @Franco Labella (Claudio Cereda)

Io parlo di concorso a cattedra: quello che si fa su un ben preciso numero di posti e che mette in ruolo i vincitori. Non penso che le graduatorie debbano essere ignorate, ho detto che è ora di mandare anche altri segnali nell'interesse dei migliori. Il merito, nella mia esperienza di DS è tuttaltro che "cosiddetto" e la cosa è ben nota alla maggioranza dei docenti. Uno dei rammarichi che ho da DS è non poter garantire i migliori anche se hanno meno punti nell'infernale meccanismo delle graduatorie interne. Non ho capito perché, avendo io detto che sono favorevole ai concorsi, debba essere assimilato ai responsabili della mancata organizzazione degli uffici regionali e/o provinciali.

 
04/05/2011 - Un invito pacato per Cereda (Franco Labella)

Gentile Cereda lei è una persona intelligente e pronta al ragionamento e al dialogo. In questa occasione, mi dispiace doverlo scrivere, non mi pare stia esercitando le sue abituali qualità. Il concorso, che è la modalità che la Costituzione prevede come modalità di accesso, non è in discussione in astratto. Ma è evidente che se parliamo di precari che di concorsi ne hanno fatti e superati quando venivano regolarmente banditi e se parliamo dell'oggi, parlare di concorso non è sparigliare. E' come ho scritto da qualche altra parte, barare in funzione preelettorale. Il Governo prepara un altro trucchetto per eludere le sentenze e lei che è una persona intelligente non può non considerare anche questa circostanza. E poi, per favore, smettiamola con questa storia del c.d. merito. Ieri su Repubblica c'era una interessante paginata, piena anche di contributi di ricerca, su quel particolare "merito" che in Italia si chiama raccomandazione... E di garanzie che la situazone migliori non mi pare ce ne siano da parte di una maggioranza che ha fatto e fa anche dello spoil system una metodica per la ricerca degli "aristoi"... E caliamo un pietoso velo sull'applicazione del "merito" per incarichi elevati di responsabilità... e mi fermo qui.

 
04/05/2011 - stabilizzazione e merito; no ai due tempi (Claudio Cereda)

Come ho già scritto commentando il pezzo di Bruschi non mi intendo di graduatorie, ma perché non accettare anche l'idea di sparigliare? Il concorso non si fa da 10 anni perché c'è il problema delle graduatorie (che va risolto), ma perché non partire subito anche con una ipotesi alternativa che non dispiacerebbe certamente ai precari bravi? Si fissano delle percentuali e si procede.