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SCUOLA/ Aprea: ai docenti non serve un vecchio concorso ma un nuovo reclutamento

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Il core della professione si può sintetizzare agevolmente nelle cinque competenze-chiave del Nbpts: 1. possesso del sapere disciplinare e neuro-psico-pedagogico; 2. capacità di mediazione didattica; 3. doti e abilità di relazione con i ragazzi e con l’ambiente; 4. capacità di far parte di una comunità tecnico-professionale; 5. capacità di autoriflessione e autocomprensione professionale e di autocollocazione nel mondo.
“Competenze-chiave” significa che se ne manca anche solo una, il profilo professionale del candidato non è completo; in questo caso il candidato perciò non è idoneo alla professione. L’acquisizione delle competenze-chiave per insegnare avviene attraverso itinerari diversi, e l’accertamento del possesso delle medesime da parte del candidato si realizza con procedure e strumenti coerenti con l’oggetto.
La prima competenza è quella della conoscenza della disciplina, della didattica della disciplina e delle scienze necessarie per comprendere natura e dinamiche evolutive delle persone sedute nei banchi. È l’università che la fornisce, e pertanto è l’università che ne certifica il possesso attraverso esami e laurea. Quanto alle competenze numero 2, 3 e 4, si acquisiscono sul campo, cioè nelle scuole, attraverso forme di tirocinio e di praticantato. È, del resto, quanto prevede il nuovo Regolamento per la formazione del personale docente. La n. 5 la forniscono processi di formazione, di aggiornamento culturale, di autoformazione e, soprattutto, l’esperienza concreta di uomo, di cittadino e di professionista.
Che poi la procedura di riconoscimento finale della laurea magistrale abbia finito per consegnare alle università un ruolo debordante nel giudizio finale è noto. Tuttavia, si spera che il buon senso prevalga, al di là delle procedure formali, e che le università tengano conto del giudizio che proviene dal campo di esercizio e di acquisizione, quello appunto delle scuole. Il possesso delle competenze 2-3-4 è accertato dal tutor o insegnante esperto - che segue passo passo l’esperienza scolastica del candidato - attraverso l’osservazione diretta, i colloqui, i giudizi dei colleghi, dei genitori, dei ragazzi. La laurea magistrale è la risultante dei giudizi delle università e delle scuole.



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COMMENTI
05/05/2011 - sparigli negli sparigli (Claudio Cereda)

Interessante la argomentazione della Presidente della Commissione Istruzione. Ai tempi di Mao Tse Tung si sarebbe parlato di "contraddizioni in seno al popolo". Mi pare che discutano fingendo di non capirsi. Aprea ha ragione sulle linee di prospettiva: a quando gli albi regionali? Bruschi dice: nella gestione del transitorio c'è qualche strumento basato sul merito che ci consenta di correggere parzialmente il meccanismo della graduatoria? La mia preoccupazione è quella, dopo la sanatoria dei 60 mila, di non trovarci a non far nulla sul resto per effetto di qualche nuovo art. 64. Da Aprea e dalla Commissione mi aspetterei tempi certi sulla definizione delle questioni di governance e di stato giuridico che giacciono (con la sua firma) dal lontano 2008. C'è qualcuno che pensa che si facciano cose sconvolgenti negli ultimi due anni? L'esperienza dice di no.