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SCUOLA/ Aprea: ai docenti non serve un vecchio concorso ma un nuovo reclutamento

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Sappiamo che non sarà facile, ma abbiamo il dovere di provare a formulare ipotesi innovative e più internazionali, prima di ricadere nella trappola delle formule già sperimentate e ampiamente fallimentari, ma soprattutto non più coerenti con le selezioni già previste nelle diverse fasi della  prolungata preparazione universitaria per l’accesso all’abilitazione.
he il ministro Gelmini sia attenta a nuove modalità di reclutamento è noto, visto che in più occasioni pubbliche ha fatto riferimento esplicito alla volontà di superare i vecchi schemi burocratici ed introdurre sistemi basati sul merito che prevedano valutazione continua e possibilità di carriera.
Credo, dunque, che il dibattito sul reclutamento debba abbandonare la sbrigativa formula del concorso e concentrarsi su come introdurre anche nel nostro Paese modalità maggiormente in sintonia con l’autodeterminazione delle scuole autonome e che si coniughi con una nuova e riconosciuta professionalità dei docenti, nel senso di realizzare una comparazione bilaterale fra l’intero percorso di studi, di ricerca e professionale del docente aspirante e la proposta formativa di ciascuna scuola.
In questa direzione intendo spendermi sia come esponente della maggioranza, ma soprattutto come Presidente della Commissione Cultura della Camera.



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COMMENTI
05/05/2011 - sparigli negli sparigli (Claudio Cereda)

Interessante la argomentazione della Presidente della Commissione Istruzione. Ai tempi di Mao Tse Tung si sarebbe parlato di "contraddizioni in seno al popolo". Mi pare che discutano fingendo di non capirsi. Aprea ha ragione sulle linee di prospettiva: a quando gli albi regionali? Bruschi dice: nella gestione del transitorio c'è qualche strumento basato sul merito che ci consenta di correggere parzialmente il meccanismo della graduatoria? La mia preoccupazione è quella, dopo la sanatoria dei 60 mila, di non trovarci a non far nulla sul resto per effetto di qualche nuovo art. 64. Da Aprea e dalla Commissione mi aspetterei tempi certi sulla definizione delle questioni di governance e di stato giuridico che giacciono (con la sua firma) dal lontano 2008. C'è qualcuno che pensa che si facciano cose sconvolgenti negli ultimi due anni? L'esperienza dice di no.