BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Solo la trasparenza può innescare la rivoluzione del merito

Pubblicazione:

Il merito, via maestra della "società aperta" (foto d'archivio)  Il merito, via maestra della "società aperta" (foto d'archivio)

Se la scuola è il primo investimento di un Paese, è chiaro che questo investimento deve essere verificato in termini di qualità e competenza. Cosa oggi impossibile. Sino ad ora ci si è limitati ai voti dei docenti nelle pagelle. Ma sono voti veri? Se considero, ad esempio, che in Calabria lo scorso anno ci sono stati tante lodi agli esami di maturità, il doppio delle regioni del nord (notoriamente migliori nei test europei), allora qualcosa non va.
Tutti gli studenti, dunque, dovrebbero compilare i test sulla loro preparazione. Ma non basta. I risultati alla fine dovrebbero essere resi pubblici. Perché la scuola è appunto “pubblica”, cioè aperta a tutti, perché la scuola è di tutti. All’estero come avviene? Prima di iscrivere un figlio a scuola, i genitori su internet possono controllare i risultati dei test delle varie scuole, quindi possono scegliere secondo libertà. In Italia, invece, ci si affida solo alla “reputazione” della scuola, e si spera nel buon destino per l’assegnazione di questo docente invece di quell’altro. Nemmeno i presidi possono far nulla a questo proposito.
Perché una cosa così semplice è tanto difficile in Italia? A 150 anni dalla sua nascita lo possiamo dire: perché non vi è un “senso dello Stato”, ma tante corporazioni. Per cui, nella costruzione anche di nuove leggi, alla fin fine la cruna dell’ago è la gestione degli organici dei docenti, non la qualità della scuola. Qui i sindacati dovrebbero tutti fare un mea culpa! In poche parole: non ci si chiede quale migliore scuola per i nostri giovani, ma solo come garantire l’occupazione a flotte di laureati con lauree senza mercato del lavoro. ovvero, i compromessi all’italiana. Eppure, lo sappiamo, la stragrande maggioranza dei docenti è di valore, ma non v’è nessuna differenza tra i bravi e chi bravo non è. Nemmeno il preside può nulla. È la vittoria del finto egualitarismo.
Chi potrà cambiare lo status quo? Solo la rivolta dei genitori nei confronti di norme e leggi antiquate ed ingiuste. Ad oggi l’Italia è dopo Trinidad, Tobago e Argentina in termini di qualità delle scuole. Sono dati Ocse. Ma i genitori,di fronte alla variabilità delle scuole, si affidano all’idea che si sono fatti, cioè alla “reputazione”, ma senza prove reali. Ci si basa su sensazioni.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
09/05/2011 - Per favore, piantiamola con la meritocrazia ... (Vincenzo Pascuzzi)

Per favore, piantiamola con la meritocrazia basata su test oggettivi! All’inizio dell’articolo appare un’affermazione spacciata come principio nuovo e apodittico: "… in Italia i concetti di merito, di qualità, di competenza sono ancora un tabù". Sono due o tre anni che questo falso principio viene divulgato, propagandato, fatto circolare insistentemente e ad arte tanto che è diventato un ritornello fastidioso! Deve essere chiaro che il merito c’era già prima e c’è ancora adesso. In base al merito ci sono, infatti, i voti scolastici alle scuole medie, alle superiori, all’università, nelle abilitazioni, nei concorsi, esistono poi varie graduatorie di merito che includono, a volte, anche altri parametri, ci sono promozioni e bocciature. Di conseguenza, non ci può essere una "rivoluzione" del merito! Si può certamente discutere e confrontarsi sull’opportunità di verifiche e magari di revisioni dei criteri e delle procedure finora in uso, e anche dei voti non veri e delle raccomandazioni (2), ma - per favore - non sosteniamo, alludiamo o lasciamo intendere, che il merito è stato scoperto o inventato ieri o l’altro ieri, e oggi va subito introdotto e praticato! Non è vero! Idem, anzi peggio, per la "meritocrazia" per di più presunta "oggettiva". (segue) A chi interessa tutto l’articolo: http://www.scuolaoggi.org/archivio/favore_piantiamola_con_la_meritocrazia_basata_su_test_oggettivi

 
07/05/2011 - Trasparenza e punti di vista (enrico maranzana)

“Perché non vi è un 'senso dello Stato', ma tante corporazioni. Per cui, nella costruzione anche di nuove leggi, alla fin fine la cruna dell’ago è la gestione degli organici dei docenti, non la qualità della scuola”. E’ proprio vero: nella scuola la visione sistemica è assente, carenza che si riverbera anche sul sistema informativo scolastico, pieno di bugs e incongruenze. Ho messo in rete una riflessione su questa problematica - “Scuola: un criterio per giudicare l’azione del governo”. “I test quindi non come valori assoluti, ma relativi al contesto” anche questo è vero ma, essendo le prove definite centralmente, risulta essenziale un “contratto” in cui si definiscono e si descrivono le competenze generali oggetto del controllo. La situazione odierna è assimilabile a un esame di Stato in cui i candidati si presentano senza il programma.