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SCUOLA/ Solo la trasparenza può innescare la rivoluzione del merito

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Il merito, via maestra della "società aperta" (foto d'archivio)  Il merito, via maestra della "società aperta" (foto d'archivio)

C’è una reale diffidenza all’interno delle scuole, ce lo possiamo dire, per una possibile valutazione del proprio lavoro, e si preferisce inseguire la difesa corporativa dei propri privilegi, scambiati per diritti acquisiti. Non c’è cioè ancora l’idea di una scuola come reale “servizio pubblico”. Eppure, è giusto ribadirlo, la stragrande maggioranza dei docenti è di valore, ma lavora ancora in forma individuale. Non sempre fa gioco di squadra.
Ovvio che non bastano alcuni test per sapere la qualità di una scuola, perché ci vogliono altri indicatori. Ma ciò che dovrebbe emergere da queste verifiche riguarda il “valore aggiunto”. In poche parole: è facile insegnare ai bravi. Ma i migliori docenti si distinguono perché contribuiscono a passi in avanti di ogni ragazzo, rispetto al suo livello iniziale. I test quindi non come valori assoluti, ma relativi al contesto. La valutazione riguarda dunque il processo di miglioramento dei ragazzi che apprendono. Non basta che un docente faccia una bella lezione, ma inascoltato. Contano i risultati. Anzitutto, quindi, la capacità di coinvolgere, di trasmettere passione, assieme alle informazioni, ai concetti, alle argomentazioni.
In Italia, poi, mancano gli “ispettori”, cioè specialisti chiamati ad aiutare le scuole a migliorarsi. In Inghilterra ve ne sono 1.500, in Francia 3.000, in Italia solamente 100. Ed un concorso per 145 posti si trascina oramai da due anni senza essere ancora entrato nel vivo. Cosa potrebbero fare questi ispettori? Visitare a lungo le scuole, parlare con presidi, docenti, studenti e genitori, verificare i test, controllare la gestione e le strutture: insomma, rendere trasparente il servizio scolastico. In Italia gli ispettori visitano le scuole solo nei casi gravi. Nulla più.
Il decreto “Milleproroghe” ha dato mandato al ministero, entro 60 giorni, di dare avvio alla formazione di questo “corpo di ispettori”, che deve essere “terzo” rispetto alle scuole da un lato e alle famiglia e alla società dall’altro. Un primo passo, nascosto tra il bosco dei vari emendamenti.
Tutte le scuole dovrebbero inserire nel loro sito i profili dei loro presidi, docenti e personale, tutte le programmazioni ed i risultati, classe per classe, dei test che tutti dovrebbero sostenere. Non solo. Sarebbe interessante rendere permanente il servizio di Alma Diploma, la quale segue gli studi universitari e offre tutti i risultati degli studenti. Per una scuola dunque davvero “pubblica”. Statale e paritaria.



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COMMENTI
09/05/2011 - Per favore, piantiamola con la meritocrazia ... (Vincenzo Pascuzzi)

Per favore, piantiamola con la meritocrazia basata su test oggettivi! All’inizio dell’articolo appare un’affermazione spacciata come principio nuovo e apodittico: "… in Italia i concetti di merito, di qualità, di competenza sono ancora un tabù". Sono due o tre anni che questo falso principio viene divulgato, propagandato, fatto circolare insistentemente e ad arte tanto che è diventato un ritornello fastidioso! Deve essere chiaro che il merito c’era già prima e c’è ancora adesso. In base al merito ci sono, infatti, i voti scolastici alle scuole medie, alle superiori, all’università, nelle abilitazioni, nei concorsi, esistono poi varie graduatorie di merito che includono, a volte, anche altri parametri, ci sono promozioni e bocciature. Di conseguenza, non ci può essere una "rivoluzione" del merito! Si può certamente discutere e confrontarsi sull’opportunità di verifiche e magari di revisioni dei criteri e delle procedure finora in uso, e anche dei voti non veri e delle raccomandazioni (2), ma - per favore - non sosteniamo, alludiamo o lasciamo intendere, che il merito è stato scoperto o inventato ieri o l’altro ieri, e oggi va subito introdotto e praticato! Non è vero! Idem, anzi peggio, per la "meritocrazia" per di più presunta "oggettiva". (segue) A chi interessa tutto l’articolo: http://www.scuolaoggi.org/archivio/favore_piantiamola_con_la_meritocrazia_basata_su_test_oggettivi

 
07/05/2011 - Trasparenza e punti di vista (enrico maranzana)

“Perché non vi è un 'senso dello Stato', ma tante corporazioni. Per cui, nella costruzione anche di nuove leggi, alla fin fine la cruna dell’ago è la gestione degli organici dei docenti, non la qualità della scuola”. E’ proprio vero: nella scuola la visione sistemica è assente, carenza che si riverbera anche sul sistema informativo scolastico, pieno di bugs e incongruenze. Ho messo in rete una riflessione su questa problematica - “Scuola: un criterio per giudicare l’azione del governo”. “I test quindi non come valori assoluti, ma relativi al contesto” anche questo è vero ma, essendo le prove definite centralmente, risulta essenziale un “contratto” in cui si definiscono e si descrivono le competenze generali oggetto del controllo. La situazione odierna è assimilabile a un esame di Stato in cui i candidati si presentano senza il programma.