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MATURITA’ 2011/ La prova di matematica? Tra problemi e quesiti ci si può anche divertire

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

La seconda prova scritta dell’esame di stato (Maturità per i nostalgici della vecchia terminologia) per i licei scientifici è notoriamente lo scritto di matematica. Si tenga presente che per uno studente che abbia seguito un percorso di studi tradizionale, senza sperimentazioni di alcun tipo, il percorso di matematica seguito alle superiori ammonta a 18 ore complessive, date cioè da 5 ore la settimana in prima classe, 4 in seconda e 3 al triennio. Tale monte ore è quasi paritetico a quello di italiano (19 ore), di latino (19 ore), di prima lingua straniera (17 ore). Se nessuno si  stupisce che la materia oggetto di seconda prova al liceo scientifico sia matematica, questi numeri fanno però vedere bene che gli studenti sono accompagnati a prepararsi allo scritto di matematica per un numero di ore non molto diverso da quelle in cui studiano altro, che non è oggetto di prova scritta. Certo con il nuovo esame di stato le cose sono un po’ cambiate, perché nella terza prova gli studenti sono chiamati a mostrare la loro preparazione in quattro discipline. Ma non divaghiamo troppo, e torniamo al punto.

La prova è spesso attesa dagli studenti con una certa ansia, con paura, la maggior parte delle volte come uno degli scotti da pagare per terminare il liceo (e dedicarsi così finalmente a qualcosa che piace di più); è preceduta da una immersione, breve ma totale, in formulari, istruzioni per l’uso, libri con i testi e le soluzioni integrali; quindi viene vissuta in apnea, e infine dimenticata, subito dopo un veloce confronto con le soluzioni pubblicate su qualche giornale o meglio trovate in rete.

Tutto questo porta spesso a dimenticare che la sfida, invece, è molto interessante, e merita senz’altro di venire vissuta fino in fondo.

A dire il vero gli studenti in questo non sono soli: sono stati accompagnati per cinque anni dai loro professori, che sicuramente li hanno aiutati anche in vista del traguardo finale. Soprattutto all’ultimo anno gli studenti vengono abituati a risolvere prove di contenuto e difficoltà analoghe a quelle che sono capitate negli esami precedenti e su questo ogni docente non fa mancare le occasioni (chi dedica un’ora alla settimana per un certo periodo alla rivisitazione di temi d’esame che gli studenti hanno avuto tempo di risolvere, chi lo fa in appositi corsi pomeridiani aggiuntivi, chi inserisce i problemi e i quesiti delle prove degli anni precedenti nei compiti in classe appena le competenze degli studenti lo permettono, etc). In molte scuole poi viene eseguita una vera e propria simulazione di seconda prova, spesso comune a tutte le classi quinte, anche per permettere agli studenti di provare sul serio a gestire un tempo ampio.



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