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SCUOLA/ Ricchi, colti, snob: stanno in Centro Italia e non vogliono farsi valutare

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Perugia, particolare di Corso Vannucci (Imagoeconomica)  Perugia, particolare di Corso Vannucci (Imagoeconomica)

L’indicatore di status economico-sociale è qui dedotto dai “Questionari di Accompagnamento” che gli allievi di 5° classe ed i genitori compilano in concomitanza con le prove e che comprende domande con le stesse caratteristiche di quelle di Pisa. Anche qui nelle classifica Escs il Centro è primo (0,28) con in testa il Lazio a 0,13, seguito da Nord-Ovest (0,13), Nord-Est (0,03), Sud-Isole (-0.17) e Sud (-0). Ma anche qui non troviamo riscontro nel punteggio medio in Italiano e Matematica rispettivamente 503 e 501 (Centro), 502 e 513 (Nord-Est), 505 e 507 (Nord-Ovest), 503 e 504 (Sud) e 482 e 472 (Sud-Isole). Se poi, attraverso apposite diavolerie statistiche ampiamente illustrate nel paper citato, si eliminassero gli effetti dell’Escs, i dati del Centro scenderebbero a 496 e 497, superati decisamente non solo dal Nord-Ovest (502 e 504) e dal Nord-Est (502 e 512), ma anche dal Sud (509 e 506).

Questi risultati, fin qui in assonanza, sono tanto più sorprendenti, in quanto la scuola, in particolare di alcune di queste regioni, ritiene di essere a priori al di sopra di ogni sospetto e di ogni giudizio, in forza della lunga storia, delle antiche civiltà alle sue spalle, della grazia del paesaggio e del preclaro patrimonio artistico; tutte eredità che si sostanziano anche in un uso più colto ed aggraziato della lingua italiana da parte di tutti i ceti sociali. Ma, come dice l’Ocse, forse questo oggi non basta. Bisogna anche lavorare e studiare.

Dunque, se sarà confermata l’impressione derivata dalla stampa che l’opposizione alle prove Invalsi - peraltro molto limitata - sia stata molto concentrata nella capitale ed in alcune parti del Centro, potremo forse meglio comprendere le “buone” ragioni dei professori delle scuole superiori romane e toscane che si sono così accanitamente mobilitati.

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COMMENTI
01/06/2011 - Geniale e realistica intuizione (Luigi Gaudio)

Mi sembra che Tiziana Pedrizzi abbia colto nel segno. I punti deboli su cui lavorare nei prossimi anni nella scuola italiana sono sempre a metà: Centro Italia e Scuola Media. Che questo sia uno scossone salutare, come potrebbero esserle le elezioni per Berlusconi, uno schiaffo che serva alle regioni centrali per ripensare al ruolo fondamentale della valutazione del sistema scolastico, senza più rifiuti pregiudiziali e politici.

 
01/06/2011 - Inutile discutere a questo livello (Giorgio Israel)

Ormai per tentare di evitare una discussione con chi entra nel merito nel problema della valutazione, dopo aver sparato l'inutile cartuccia che tutti coloro che si oppongono o criticano sono semplicemente persone che "non vogliono farsi valutare", resta soltanto la denigrazione: e cioè dire che "non vogliono farsi valutare" perché ricchi, snob e colti. E "colto" qui è sinonimo di "nullafacente" (perché "bisogna anche lavorare e studiare"…). Ma non viene in mente che - oltre a far scendere il dibattito a livelli in cui non merita più di proseguire - un simile modo di argomentare potrebbe essere valutato?

RISPOSTA:

E’ noto che i titoli sono redazionali; in effetti il termine colti è improprio. Per essere colti bisogna appunto studiare e lavorare. Colti erano gli antenati. Il parallelismo fra i dati sulle scadenti performance del Centro (che è poi il cuore dell’articolo) e quanto è successo nell’ultimo mese era troppo stuzzicante per non essere colto. Diciamo che un po’ meno di presunzione infondata gioverebbe. TP