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SCUOLA & PRECARI/ Aprea: diamo alle scuole la libertà di assumere chi vogliono

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Mariastella Gelmini e Valentina Aprea (Ansa)  Mariastella Gelmini e Valentina Aprea (Ansa)

Dobbiamo, tuttavia, rilevare che il decreto non affronta il tema, certamente delicato ma ormai improcrastinabile, del nuovo reclutamento dei docenti collegato al percorso di formazione iniziale, ormai prossimo all’avvio con i Tirocini Formativi Attivi (TFA). 

Non si prefigura, infatti, alcun ruolo delle scuole nello scegliere i propri docenti: ruolo che viene ormai riconosciuto a tutte le latitudini, se è vero che non solo in molti paesi occidentali evoluti ma anche in Cina - Shanghai è prima assoluta nella classifica Pisa - le scuole hanno l’autonomia (potere) di assumere gli insegnanti. Il punto di forza di questa scelta, semplice e pure tanto difficile da riconoscere, è che non tutti i docenti sono adatti allo specifico progetto della scuola, né sono intercambiabili le storie professionali e i percorsi che portano alle competenze personali o, più precisamente, alle persone competenti. È qui che rischia di rompersi la catena tayloristica che vorrebbe ancora legare il vecchio modo di fare scuola agli incalzanti cambiamenti del mondo attuale, che non ammette fallimenti sulla formazione del capitale umano.

Rilanciamo, per questo, ancora una volta la nostra proposta di accesso ad albi regionali dei docenti abilitati a seguito della frequenza con profitto dei TFA e conseguente assunzione da parte delle reti di scuole, chiamate a valutare la corrispondenza tra le competenze riconosciute dei docenti e la congruità di queste con il progetto formativo delle scuole. Soltanto quando si avvierà questo processo sarà possibile richiedere alle scuole di rispondere della loro efficacia educativa secondo principi di accountability.

2. Una nota positiva viene, invece, da un’altra questione toccata dalla legge in cantiere: si tratta del Fondo per il merito, in primis rivolto agli universitari ma estensibile agli studenti delle scuole superiori. Nasce, appunto, in attuazione della legge 240/2010 sull’università e propone la creazione di una Fondazione costituita da attori pubblici e privati, uniti per la prima volta nel promuovere l’eccellenza, la cultura del merito e la qualità. 

A quanti oppongono obiezioni a questa apertura ai privati, come testimoniano le posizioni assunte nel dibattito parlamentare dai gruppi d’opposizione, ritenendola inopportuna e foriera di disinvestimento da parte della Stato, potremmo citare l’esempio di molti altri paesi nei quali, al contrario, questo modello viene seguito e produce risultati di allargamento del diritto allo studio.



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