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SCUOLA & PRECARI/ Aprea: diamo alle scuole la libertà di assumere chi vogliono

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Mariastella Gelmini e Valentina Aprea (Ansa)  Mariastella Gelmini e Valentina Aprea (Ansa)

In Ungheria, ad esempio, dopo il crollo del regime, si è iniziato a realizzare un sistema di diritto allo studio del tutto affidato ai privati. Un meccanismo ormai collaudato da decenni, che vede la società civile farsi carico dei suoi alunni migliori. Li sostiene con un robusto circuito di prestiti d’onore che sono puntualmente restituiti dai giovani alla medesima fondazione con i guadagni delle prime attività professionali.

Vale la pena di ricordare che per l’attuazione del dispositivo in Italia già per l’anno 2011 saranno stanziati da parte dello Stato 10 milioni di euro, 1 dei quali per la costituzione del fondo di dotazione.

La Fondazione instaurerà rapporti con omologhi organismi in Italia e all’estero. Nel suo comitato consultivo confluiranno rappresentanti dei donatori e degli studenti ma, in considerazione della preziosa esperienza fin qui dimostrata dai collegi universitari, appare quanto mai opportuno che vi sia ammesso anche un loro rappresentante. La Fondazione avrà personalità giuridica di diritto privato, mentre le sue attività saranno assoggettate alla vigilanza del Miur, del ministero dell’Economia e del ministero della Gioventù che approveranno gli atti dell’organo deliberante interno.

Proprio sul tema degli studenti eccellenti siamo indietro in Europa, perdendo colpi rispetto ad altri competitors che ne fanno, invece, un mirato investimento per la propria economia. Solo a livello secondario, tra il 2000 e il 2009 rimangono invariate in Italia le percentuali Pisa di Top performers che, invece, crescono molto nei paesi dell’Estremo oriente.

Siamo, probabilmente, di fronte al primo importante passo di un percorso che ci farà transitare verso un’istruzione dotata di maggiore attenzione ai percorsi individuali di qualità su cui sono chiamati ad investire non solo i soggetti istituzionali, da sempre deputati a questa missione, ma anche la società civile e il mondo produttivo. Sappiamo che è ancora poco, ma ci piace pensare che la Fondazione per il merito con queste caratteristiche possa essere il viatico giusto per il passaggio dalla Big School alla Big Society.



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